Gli appuntamenti pasquali in provincia di Salerno.

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a cura di UNPLI Campania

CAMEROTA

 <la Via della Croce> Il dramma della passione di Cristo partirà dalla Chiesa di San Daniele con l’ultima cena per spostarsi in Piazza Santa Maria per il processo, fino alla zona eliporto per la crocifissione.

CASTELLABATE

<Via Crucis Vivente> Castellabate in località Alano, si parte dalla Chiesa di Santa Rosa con il processo a Gesù, che darà inizio alla Via Crucis nelle vie del paese.

CAVA DE TIRRENI

Domenica delle Palme e Venerdì Santo dalle 20.30 il territorio della Parrocchia di S. Maria del Rovo si presterà per la realizzazione della Sacra Passione di Cristo 2016. Sei particolari zone della parrocchia diventeranno lo sfondo a 100 personaggi che reinterpreteranno con passione, fede e bravura i testi della Sacra Scrittura in cui si narrano gli ultimi istanti della vita di Gesù. Una grande rappresentazione per aiutarci a vivere più intensamente i giorni prima della S. Pasqua. Ambientazioni e dialoghi curati nei minimi particolari. Appuntamento sul sagrato della chiesa alle ore 20.00 ove è disponibili un ampio parcheggio per la sosta di macchine e pullman.

viacruciscorbaraCORBARA

La seconda edizione della Passione di Cristo, in collaborazione con la cittadinanza corbarese e le associazioni presenti sul territorio. L’evento è così suddiviso: ore 18,00 Percorso della Misericordia nell’antico e suggestivo Borgo Sala Dalle nozze di cana al Getsemani. Ore 19_30 loc. Calcara, ex cava dismessa, in via Acquapendente rievocazione della Passione di Cristo, 250 figuranti, evento unico e pieno di suggestive emozioni.

GIFFONI VALLE PIANA

Fra i secolari riti pasquali in Campania una singolare tradizione che ogni Venerdì Santo vive a Giffoni Valle Piana, tra gli incantevoli Monti Picentini. Folle di fedeli accorrono in processione alla Chiesa dell’Annunziata dove viene esposta la “Sacra Spina”, una delle più importanti reliquie cristiane. La Sacra Spina sarebbe una spina della corona di Cristo sulla croce, arrivata a Giffoni alla fine del 1300 grazie a Padre Leonardo De Rossi da Giffoni, il quale la ricevette in dono da Carlo IV, re di Francia. Tradizione vuole che la spina, esposta al bacio dei fedeli, si tinga di rosso sangue, un prodigio raccontato anche dal film “La Sacra Reliquia”, pellicola prodotta nel 2001 dal celebre Giffoni Film Festival.

LENTISCOSA

<Concerto di Pasqua> La via crucis lungo le vie del paese durante la settimana pasquale che si chiuderà con il concerto nell’incantevole Chiesa Santa Maria delle Grazie.

MINORI

I_BattentiLe vie di Minori, sulla divina Costiera Amalfitana, il Giovedì e il Venerdì Santo sono illuminate dalle fiaccole dei Battenti in processione, penitenti incappucciati vestiti di bianco e cinti da grosse funi di canapa. In un’atmosfera surreale e fuori dal tempo, i Battenti fanno risuonare un intenso canto in differenti toni, detti “e vascie” (di sotto) e “e ncoppe” (di sopra), che ricordano la presenza di due antiche confraternite, la prima in pianura, l’altra in collina. Il canto è stato oggetto di studio degli etnomusicologi e nel 2010 è stato dichiarato “Bene Demoetnoantropologico Immateriale” dal Mibac, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali Il Venerdì sera in occasione della Processione del Cristo Morto vengono posizionati circa 20.000 lumini e torce lungo il percorso, su case e palazzi del fronte mare, sulla spiaggia e sullo specchio antistante la cittadina di Minori. L’illuminazione pubblica resta spenta fino al termine della processione.

MONTECORICE

<Le confraternite religiose> Una tradizione che risale al medioevo; lungo le strade del borgo in processione sfilano uomini con vesti bianche e mantelli rossi che cantano antichi suoni e testi religiosi in una suggestiva atmosfera notturna.

OLEVANO SUL TUSCIANO

La Via Crucis di Olevano sul Tusciano ha luogo sin dal 1961 e rappresenta, in minuziosi costumi d’epoca, la passione e morte di nostro Signore Gesù Cristo, dal bacio traditore di Giuda, al processo davanti al Sinedrio, alla condanna a morte pronunciata da Pilato, fino alla morte in croce. La ricchezza dei costumi e la cura dei particolari non mancano mai di colpire l’immagine dei tanti visitatori attesi ogni anno per l’evento del Venerdì Santo.

padulagerusalemmePADULA

Via Crucis Vivente a Padula “Padula è Gerusalemme”. Rappresentazione della Via Crucis Vivente.

POLLICA, ACCIAROLI, Serramezzana ed Acquavella

<Visite ai sepolcri> Le confraternite vanno in visita ai sepolcri del Cilento; la confraternità più antica e documentata è quella di Pollica, risale al 1747 , dedicata alla Madonna del Rosario, ma forse ancora prima è quella di Montecorice

POSTIGLIONE

Via Crucis Vivente a Postiglione. Il “Gruppo Giovani” organizza la via Crucis Vivente, con circa 150 comparse in costumi d’epoca con effetti scenici ancor più rinnovati, che richiama ogni anno sempre più persone provenienti da paesi lontani

RAVELLO

La storica manifestazione, che coinvolge tutto il paese nella fedele rappresentazione teatrale della Passione di Cristo, e che si snoda negli scorci più suggestivi del centro cittadino, venne inscenata per la prima volta nel 1982 e di recente è iscritta al registro DECO (Denominazione Comunale di Origine),

ROCCAGLORIOSA

< la Processione del Sabato Santo> Processione pasquale che rievoca la passione di Cristo con tre cortei di “incappucciati” che percorrono vie diverse del borgo senza mai incontrarsi.

SALERNO

Intanto, ritorna la XIX Via Crucis in costume d’epoca, la rappresentazione sacra che si snoderà lungo le vie del Centro Storico di Salerno, in occasione della domenica delle Palme a partire dalle ore 18.30. L’iniziativa è organizzata dalla comunità parrocchiale di S. Maria delle Grazie e S. Bartolomeo di Salerno, in collaborazione con l’amministrazione comunale

 

SARNO

nel piccolo borgo medievale Terravecchia, la popolazione partecipa in massa alla Processione delle Croci e dei Paputi, le cui origini affondano nel 1200. All’alba del Venerdì Santo, gruppi di penitenti con il cappuccio bianco portano sulle spalle una croce lignea, simbolo di purificazione e rinnovamento spirituale. Il termine “Paputo” deriva infatti dal latino “Pappus”, ovvero il “vecchio” che risorge a nuova vita facendo morire idealmente i peccati. Gli incappucciati delle nove confraternite cittadine sono seguiti da un gruppo di “cantori” che intonano antichi e commoventi canti sacri, alcuni in latino aulico. Uno dei momenti più significativi è la risalita a spirale della collina su cui si erge la Collegiata di San Matteo. Diversamente dagli altri, i Paputi dellaConfraternita di San Matteo indossano un cappuccio e una tunica di colore rosso, per simboleggiare il sangue, la sofferenza e il continuo contrasto fra la vita e la morte.

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