Conclusa Borsa della Ricerca forSud all'Università di Salerno.

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ambientaleforsud“Se il Sud fosse come l’Università di Salerno, noi saremmo la California”, inizia con questa affermazione di  Gennaro Sangiuliano, vice direttore del TG1, l’incontro conclusivo di “Borsa della Ricerca forSUD” con  Enrico Zanetti, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, e Aurelio Tommasetti,  Magnifico Rettore dell’Ateneo di Salerno.

Un secondo appuntamento che  chiude i battenti con numeri da record: oltre 40 imprese nazionali e locali (tra cui IKEA, Fincantieri, IBM, Electrolux, KPMG, Adecco, Datalogic, Magaldi Life per citarne alcune), 180 laureati e dottori di ricerca – scelti sulla base del merito  – e oltre 30 tra startup e spinoff. Durante la tre giorni, infine, si sono avvicendati 24 finanziatori, pubblici e privati tra cui Invitalia e Invitalia Ventures, Dpixel, H-Farm, Vertis sgr, Assiteca Crowd, Working Capital, Zernike, P101, Techintouch, Fira per l’Abruzzo e Arti per la Puglia, oltre che Banco di Napoli e Banca Etica.

Soddisfatto Tommaso Aiello, Direttore Generale della Fondazione Emblema e ideatore della Borsa: “I numeri – ha dichiarato – ci dicono che la scelta di realizzare la Borsa della Ricerca forSUD a Fisciano si è dimostrata vincente. Quanto accaduto in questi tre giorni nel Campus universitario di Salerno – ha aggiunto – dimostra che è possibile realizzare una manifestazione di spessore nazionale a Salerno che non sia soltanto ‘per il SUD’, ma sia capace di attrarre, mischiando concretezza e innovatività, realtà pubbliche e private provenienti da tutta Italia”.

Un progetto pensato per il Mezzogiorno ma che guarda a tutto il Paese sapendo che per uscire dalla crisi è necessario il contributo di tutti. “Non è pensabile – ha affermato Sangiuliano – che la Lombardia abbia un PIL superiore alla Germania e la Campania inferiore a quello della Grecia”. C’è bisogno, quindi, del contributo di tutti e forSUD,  giunto alla seconda edizione, si ripromette di impegnarsi nel superamento di questi ostacoli. “Scopo di questa manifestazione – ha dichiarato il Rettore dell’Università di Salerno Aurelio Tommasetti – è quello di favorire la relazione tra l’Università e il mondo dell’impresa per trovare insieme soluzioni innovative allo sviluppo sociale, economico e culturale del nostro territorio”. Un progetto che ruota intorno alla  ricerca e al trasferimento tecnologico, “dimensioni – ha aggiunto Tommasetti  – per le quali siamo stati premiati dalle recenti classifiche di qualità come il migliore Ateneo del Mezzogiorno. Ma questo non basta: i nostri migliori laureati devono diventare i protagonisti dei progetti di trasferimento di conoscenza verso l’impresa, entrando in contatto con le aziende del territorio e presentando loro competenze e nuove professionalità”.

Il prof. Pietro Campiglia, Delegato del Rettore al Fund Raising, ha voluto sottolineare il bilancio positivo dell’iniziativa. “Da un lato i ragazzi hanno avuto la possibilità di incontrare tante imprese e di confrontarsi con il mondo del lavoro; dall’altro si sono svolte tavole rotonde e incontri estremamente importanti sulla programmazione e sui processi di investimento nel mondo pubblico e privato. E’ ovvio che i risultati li vedremo fra qualche mese ma le impressioni sono già positive”.

Il campus universitario si è trasformato in questi tre giorni in un punto di incontro tra mondo della cultura e mondo del lavoro. Una seconda edizione quella di forSUD che rappresenta un miglioramento rispetto allo scorso anno “sia per la qualità degli interventi, sia per la maggiore presenza di studenti; abbiamo avuto – ha concluso Campiglia – la possibilità di incontrare oltre 180 ragazzi di diversi Atenei e del CNR”.

Favorire, quindi, lo scambio di informazioni sui fabbisogni professionali delle imprese, sulla reale spendibilità dei titoli di studio nel mercato del lavoro, sulle prospettive di sviluppo delle competenze e delle professioni. Non limitandosi all’Ateneo di Salerno ma coinvolgendo, come ha voluto sottolineare il Rettore Tommasetti, nell’incontro conclusivo, “gli altri Atenei del Mezzogiorno attraverso un progetto di coesione tra quanti vivono gli stessi problemi”.

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