Ce. Di. Sa. e La Quiete, altro appello alle istituzioni

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cedisadall’Amministratore Unico di Ce. Di. Sa. S.p.A e di La Quiete s.r.l., Avv.Leonardo Calabrese, riceviamo e pubblichiamo:

Al Direttore Generale A.S.L. SALERNO

Al Al dr. Stefano Caldoro Regione Campania

Al dr. Mario Morlacco Regione Campania

e per conoscenza

Al Sig. Prefetto di Salerno

Al Sig. Questore di Salerno

Ai Sindacati CGIL -CIS L- UIL

Alla Stampa locale

Alle Televisioni locali

prot.91P

Oggetto: ns. nota del 25.05.2013, acquisita al protocollo dell’ A.S.L. n. 27728 del 29.05.2013.

Sulla scorta della nota in oggetto, firmata da un nutlito gruppo di dipendenti, il giorno 5 giugno u.s. siamo stati convocati dal Direttore Generale dell’ A.S.L. Salerno, insieme con i sindacati e con una parte dei lavoratori, per discutere delle criticità, oggetto della ns.nota. Purtroppo – e lo diciamo con estremo rammarico – l’accesa e prolungata discussione non ha prodotto alcunché.

Per “La Quiete” s.r.l.

Non ci è stato, corrisposto, ad oggi, il 10% a saldo del 2012, sulla scorta di “cavilli” che non siamo riusciti a comprendere, perché mancanti di ogni e qualsiasi logica motivazione contabile. La criticità maggiore consisteva -e continua a consistere- nell’inadeguatezza del tetto di struttura che, ancora oggi, non ci consente di far fronte finanche all’ordinaria amministrazione.

Abbiamo inutilmente richiesto la perequazione del tetto, giustificato. e dovuta, a compensazione – come previsto da un decreto commissariale – del minor tetto consumato da “Villa Chiarugi”, a seguito di vicende attribuibili, in massima parte, al Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Nocera, dr. Di Munzio.

Il dr. Di Munzio nel corso della discussione, ha tentato di sviare le sue responsabilità con scusanti che, anziché assolverlo, ne hanno confermato le responsabilità in quanto Villa Chiarugi non ha mai praticato il filtro e – nel suo breve periodo a Salerno – ci ha negato la continuazione della gestione della struttura di Mariconda, convenuta a su~ tempo, per portare il fatturato ad un tetto accettabile. Nonostante si sia convenuto con la Regione, con apposito decreto, che i ricoveri autorizzati – compresi quelli in atto – dai DD.SS.MM. per le strutture psichiatriche, nell’ultimo bimestre dell’anno, non costituiscono “tetto”, ci è stata fatta una decurtazione di tale portata, che ci costringerà a chiudere, a beneficio di quanti – a differenza di noi – non hanno MAI effettuato il filtro imposto dalla L.R. n.32.

La sollecitazione di tutti -dei sindacati in primo luogo- a migliorare il numero dei ricoveri presso la casa di cura “La Quiete” sono resi inutili dal comportamento della dr.ssa Antonia Scaramuzza che -in barba a leggi, regolamenti, decreti commissariali ed accordi verbalizzati- sottrae al pagamento, considerandoli sforamento, quei pochi ricoveri in più che faticosamente riusciamo ad ottenere dai DD.SS.MM. Come sempre, pertanto, siamo costretti a rivolgerei alla Magistratura per richiedere ingiunzioni di pagamento che ci consentano, nel corso dell’istruttoria, di far valere le nostre inoppugnabili e giuste ragioni. E così continueremo a fare, perché così vuole la” custode della verità”, che non perde occasione per trovare la pagliuzza nell’occhio delle ns. strutture, trascurando la grossa trave che gravita – senza provocare danni- nell’occhio delle altre strutture. Nel corso della riunione del 5 giugno u.s. abbiamo fra l’altro richiesto:

A) che venisse verbalizzata una dichiarazione, da parte dei Direttori dei DD.SS.MM., nella quale venisse affermato e sottoscritto che le strutture socio-sanitarie (cooperative, case-famiglia, etc.) sono in regola con le autorizzazioni e con i requisiti strutturali ed ulteriori;

B) che il verbale venisse, poi, trasmesso ai Carabinieri dei NAS, perché venisse accertata la veridicità delle dichiarazioni. Poiché la ns. richiesta è stata disattesa, saremo noi a porre il problema all’attenzione della Procura della Repubblica, alla quale non esiteremo a segnalare l’indegno comportamento di quanti disattendono i propri doveri.

Per il CE. DI. SA. S.p.A .

È da tempo che chiediamo le motivazioni per le quali il tetto di fatturato della ns. struttura è precipitato, dai 5.160.663,43 di euro del 2003, ai 2.752.290,52 di euro del 2012. Qualcosa che non va deve pur esserci, visto che i tetti di fatturato delle altre strutture e di due in particolare -conosciuti e protetti dalla dr.ssa Scaramuzza continuano a prosperare nell’illegalità più assoluta, nonostante mirate ed ossessive nostre diffide in merito.

Non ci rimane -e lo faremo entro pochissimi giorni- che rivolgerci alla Procura della Repubblica di Salerno, perché sia essa ad acquisire la documentazione posta a base del depauperamento al quale siamo assoggettati – a vantaggi di altri per ragioni, continueremo a ripeterlo ! – che non ci sono state spiegate e che, quindi, sono a noi ignote. Dobbiamo, ancora, ricordare che non ci sono state pagate le prestazioni di PET/CT erogate nel 2013, senza che nessuno abbia sentito il dovere di indicarcene le motivazioni.

Per entrambe le strutture abbiamo implorato giustizia ed equità, ma è stato come ululare alla luna!

In ragione di quanto innanzi, sollecitiamo i sindacati di categoria a porre in essere iniziative celeri, incisive efruttuose, se hanno a cuore la conservazione dei posti di lavoro di centinaia di dipendenti oltre all’ indotto. Preghiamo, infine, il sig. Prefetto, di volerci convocare, al più presto, insieme con il Direttore Generale dell’A.S.L. Salerno in persona e ai sindacati, al fine di evitare che possano essere messe in atto, come anticipato con la ns. nota di cui all’ oggetto, atti anche inconsulti. A meno che non ci si debba rassegnare a prendere atto che, in Italia, le autorità e le istituzioni sono sensibili solo alle morti ed ai funerali, visto che, a loro, poco importa il lavoro, del quale si continua a “cianciare” in tutte le sedi istituzionali, senza che vengano adottate, quantomeno, misure tampone, in attesa che il problema cominci ad essere risolto dalle radici. Non ringraziamo nessuno, perché nessuno -per quanto di legittima spettanza- ha fatto nulla per una problematica di vitale importanza per tante famiglie. Solo perchè educazione ce lo impone, salutiamo tutti, ma con lo stesso distacco che viene usato verso di noi, atteso che tutte le nostre note continuano a non ricevere risposte, la qualcosa ci impedisce – anche e fra l’altro – sia il contraddittorio scritto, che li ricorso alla Giustizia AmÌninistrativa.

Ce. Di. Sa. S.p.A e La Quiete s.r.l.

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