Antonio Onorato in concerto sabato 13 al Teatro Ghirelli di Salerno.

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onoratoda PuraCultura Magazine

Il 13 dicembre, alle 21:00, al Teatro Antonio Girelli di Salerno (via Lungoirno – uscita Fratte), concerto del “Trio Onorato”, con Antonio Onorato alla chitarra, Angelo Farias al basso e Mario De Paola alla batteria.

Un appuntamento con la buona musica per un progetto che lo stesso Onorato definisce caleidoscopico: “E’ un progetto musicale che esplora sempre il jazz ma secondo un punto di vista esteso, che passa dalla tradizione napoletana, per abbracciare quella mediterranea. I miei compagni di viaggio sono perfetti per questo progetto: collaboro con loro da tanti anni e ci conosciamo alla perfezione. Avendo fatto tanti concerti insieme c’è un inter play – come si dice nel jazz – perfetto. Ognuno di noi sa dove vuole andare e conosce bene l’altro ed è forte di un lungo rodaggio fatto da centinaia di concerti insieme”.

Quanto c’è di campano, di napoletano e di avellinese nella tua formazione artistica?

“C’è moltissimo e, pur avendo vaggiato molto, portando la mia musica nel mondo, contaminandola con quella dei luoghi dove ho suonato, non ho mai dimenticato le mie radici. C’è molta Napoli nella mia musica e c’è anche molto Vesuvio. Oltre alla Napoli del Golfo, quella del porto e del mare, c’è nel mio sound tanta cultura rurale, un magma di influenze che include anche la mia terra di nascita – Aquilonia – che, pur essendo in Alta Irpinia, è più Lucania che Campania. Aquilonia per me e per la mia musica è una poesia di ampie distese di verde e giallo come in un quadro di Van Gogh”. Aquilonia, 13 gennaio 1964: è la tua data di nascita, quindi 50 anni di vita e moltissimi di carriera musicale alle spalle.”

Li hai festeggiati con il 23esimo album della tua carriera artistica: «Rainbow warriors». Come nasce?

“E’ un disco che, come altri mie precedenti lavori, ha al suo interno un messaggio sociale, questa volta ispirato ai Guerrieri dell’Arcobaleno, la cui missione è portare pace e fratellanza tra gli uomini”.

Quanto conta per la tua musica la spiritualità?

“Conta molto, soprattutto in questo ultimo lavoro discografico, dove mi ispiro alla cultura dei nativi americani. Da sempre ho parteggiato per loro, ho creduto nel loro modo di intendere la vita e la natura. Hanno un grande rispetto per la terra e per loro ‘ecologia’ non è una parola, ma un modo di vivere quotidiano. Forse nelle mie vene scorre sangue indiano… condivido i loro insegnamenti e il rispetto della madre terra e condanno il consumismo sfrenato e l’egocentrismo. Esorto tutti a essere un po’ Guerrieri dell’Arcobaleno”.

Progetti in corso?

“Tanti, molti dei quali coinvolgono musicisti salernitani, da Dario Deidda, a Stefano Giuliano a Massimo de Divitiis. A Salerno c’è una grande scuola musicale soprattutto sul jazz, una delle migliori in Italia”.

Ingresso € 10,00 + prevendita.
Info: 345 7643068.

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