Anoressia, un disturbo alimentare che può portare alla morte.

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anoressia-sintomi-e-testimonianzea cura della D.ssa Giovanna Valente, Farmacista (lauree specialistiche in Farmacia e Farmacia Industriale) iscritta all’Ordine della Provincia di Napoli dal 2011.

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che può mettere a repentaglio la vita di chi ne è colpito.

Si manifesta con il rifiuto di mantenere il proprio peso, con una diminuzione di oltre il 15% di quello normale.

Questo disturbo è caratterizzato dalla paura di aumentare di peso, da un’immagine distorta del proprio corpo e nelle donne dall’amenorrea, che si manifesta con la mancanza di almeno tre cicli mestruali consecutivi.

A volte, le persone che ne soffrono si lasciano morire di fame e assumono massicce dosi di lassativi a seconda della perdita di peso di cui soffrono.

Tende a manifestarsi in età pre o post pubertà ma anche in occasione di un qualsiasi evento che coincida con un cambiamento di vita.

L’anoressia nervosa affligge, in prevalenza, le ragazze adolescenti ma si può manifestare anche nelle donne adulte e negli uomini.

Uno dei motivi per i quali le adolescenti ne vengono più colpite è la loro tendenza a seguire diete estreme per mantenere una linea ideale.

Questo approccio ossessivo per le diete, riflette l’eccessiva importanza che la società contemporanea attribuisce all’ideale di essere magri, tendenza che viene evidenziata dalle campagne pubblicitarie e dai media.

Le persone affette da anoressia nervosa di norma perdono peso diminuendo la quantità di cibo consumata.

In molti casi la nutrizione viene ridotta di 1000 calorie al giorno.

La maggior parte evita di ingrassare o assumere cibi ipercalorici ed elimina in parte o del tutto il consumo di carne.

La dieta si basa completamente su vegetali a basso contenuto calorico come lattuga, carote, yogurt.

Secondo gli scienziati le cause scatenanti l’anoressia possono essere molteplici e vanno dalla fragile personalità, alla scarsa autostima, all’asocialità, alla tendenza al perfezionismo.

Altro fattore è la familiarità tra membri di uno stesso nucleo familiare e anche alterazioni biochimiche, che hanno evidenziato,un minor numero dei neurotrasmettitori, serotonina e noradrenalina, in questi soggetti.

Altri scompensi psichici come il disturbo ossessivo-compulsivo, la tendenza all’autolesionismo o i disturbi bipolari possono accompagnarsi all’anoressia.

L’inedia sofferta dagli anoressici può causare danni a organi vitali quali cuore e cervello, l’alterazione del ritmo respiratorio,del battito cardiaco e della pressione sanguigna diminuiscono e si va incontro ad aritmie o altri problemi cardiaci.

Un’alimentazione povera causa la decalcificazione delle ossa, che diventano fragili e soggette a rotture. La maggior parte degli effetti collaterali sono reversibili per la guarigione.

È fondamentale che il disturbo sia diagnosticato e curato tempestivamente. Alcuni pazienti possono essere curati a domicilio, altri devono ricorrere al ricovero per bloccare la pericolosa perdita di peso.

La maggior parte guadagnerà 150-200 grammi alla settimana.

Le complicanze mediche se non trattate tendono a cronicizzare per cui bisogna prendere in considerazione un trattamento integrato che includa i diversi ambiti di malattia: fisico,psicologico, nutrizionale.

La psicoterapia cognitivo- comportamentale per correggere alcune convinzioni e comportamenti errati.

L’aiuto di uno psichiatra che è in grado di prescrivere i farmaci appropriati per la cura e infine un nutrizionista che stabilisca una dieta adeguata.

La terapia più efficace si è rivelata il riuscire a fare raggiungere un peso entro il 10% di quello normale.

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