Alba Dei Tempi: Un Evento Come Caso Di Studio

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logoLa creazione di un evento è una delle migliori modi di promuovere il territorio, creare un evento che possa catalizzare attenzione ed interesse sul territorio è una strategia che nel marketing turistico si è rivelata vincente, pensiamo al Festival del Cinema di Giffoni ed alle Luci D’Artista a Salerno. Un altro evento che si è dimostrato vincente, e che è diventato un caso di studio all’Università, nonostante sia stato messo in scena solo tre volte, è lo spettacolo “Alba Dei Tempi”, che è l’oggetto della Tesi di Laurea in Scienze del Turismo di una ragazza laureata all’Università dell’Insubria di Varese. La Tesi di Maura Bove, questo il nome della ragazza laureatasi nel 2012, intitolata “Organizzazione di un evento in un sito archeologico: il caso di Paestum”, si pone come obiettivo cognitivo l’evidenziare il legame tra un evento ed il territorio in cui l’evento stesso ha luogo, nonché la straordinaria risorsa che il patrimonio culturale può costituire per il turismo.

Marisa Prearo, ideatrice del format "Alba Dei Tempi"
Marisa Prearo, ideatrice del format “Alba Dei Tempi”

L’EVENTO

Ma cos’è l’ “Alba Dei Tempi”? Si tratta di un vero e proprio evento, cioè di un qualcosa che sfugge alle regole della serialità, e quindi della ripetibilità, che presenta caratteristiche di unicità e di specificità proprie dell’evento stesso, e che sono codificate nel format depositato dall’ideatrice ed ispiratrice Marisa Prearo, già Presidente dell’Ente Provinciale Turismo di Salerno). In “Alba Dei Tempi” sono fusi teatro, musica e danza che, uniti all’unicità del luogo di rappresentazione (che si svolge ai piedi del Tempio di Nettuno nel complesso archeologico di Paestum), nonché del contesto spazio-temporale (la rappresentazione inizia alle 4 di notte per poi avere il suo culmine con le luci dell’alba), finiscono col creare nello spettatore il vissuto di un’esperienza unica e legata a suggestioni simboliche ancestrali, alle origini del mondo. Va da sé che proprio per le caratteristiche del contesto (apertura dei cancelli alle 3 di notte ed inizio dello spettacolo alle 4) questo spettacolo non può essere rappresentato in un giorno qualsiasi, anche perché è necessario che ci si trovi anche in una notte di luna piena o quasi piena. Per questi motivi “Alba Dei Tempi” può andare in scena in determinati periodi dell’anno, preferibilmente tra la fine di maggio e l’inizio di giugno o nel periodo estivo che va da agosto fino ai primi giorni di settembre. Ci furono, nella prima edizione, dei vincoli anche per ciò che riguarda il numero degli spettatori, che non potè superare le 1000 unità per disposizioni della Sovrintendenza ai Beni Archeologici. Inoltre gli spettatori, che entrano ad ingresso libero, sono seduti direttamente a contatto con il prato, portandosi dietro plaid, stuoie, materassini e quant’altro, proprio per limitare al minimo l’ingombro scenico ed avvicinare il più possibile le aree di recitazione e del pubblico. Nella performance sono impiegati 25 danzatori e danzatrici professionisti e 2 attori, tutti di origine campana oltre che le c.d. “statue viventi”, che andavano a richiamare un formato, quello dell’ “arte inerte”;  questi elementi, unitamente alla scelta di rappresentare miti e suggestioni antiche, vanno a creare un evento intrinsecamente unico che richiama le rappresentazioni degli anni ’30 del secolo scorso. La parte coreutico-musicale è preminente rispetto alla parte recitata per abbattere il più possibile le barriere linguistiche e rendere più facile la comprensione. Anche le musiche sono state composte appositamente e diffuse attraverso un sistema di filodiffusione, così come anche l’illuminazione scenica è stata predisposta perché avesse il minimo impatto. Nondimeno sono presenti elementi di interattività.

paestum_2LA RAPPRESENTAZIONE

Qual è il soggetto che viene rappresentato nell’ “Alba Dei Tempi”? Si è tentato di mettere in scena un tema legato alle origini dell’Universo, che avesse come concetto chiave il “non essere” rappresentato dalle tenebre contrapposto all’”essere” rappresentato invece dalle luci dell’alba. Si è così andati a rileggere le narrazioni sulla genesi dell’Universo più antiche e diffuse, come ad esempio la “Teogonia” di Esìodo. La rappresentazione inizia con il buio ed ha il suo epilogo con le luci dell’alba, la luce è quindi vista come momento di creazione dell’universo sul piano rituale, simbolico e mitologico. E’ un tòpos presente in tutte le civiltà antiche. Nelle prime due rappresentazioni, svoltesi a fine maggio ed ad inizio settembre del 2010, il mito rappresentato fu quello di Eurinome. Nella terza rappresentazione, avvenuta nel 2011, fu invece messo in scena il mito di Crono, che rappresenta il tempo. Il tema da una parte e le modalità di rappresentazione nonché di fruizione dall’altra vanno così a creare l’unicità dell’evento, e caratterizzano l’evento sul piano emozionale. “Per questo motivo” spiega la D.ssa Maura Bove “ho voluto trattare l’ ‘Alba dei Tempi’ come caso di studio, perché l’evento è unico. La location e l’orario dell’evento lo rendono interessante, suggestivo ed originale. Il solo fatto che l’evento sia organizzato tra la notte ed il giorno ed ai piedi del tempio di Nettuno, trasmette emozioni di forza straordinaria, in cui lo spettatore oltre a vedere uno spettacolo, vive un’esperienza indimenticabile.”

IMG_1732CULTURA E TURISMO

Dunque il caso “Alba Dei Tempi” è la testimonianza di un tentativo riuscito di conciliare cultura, territorio e turismo, e di promozione del territorio attraverso un evento culturale. “Proprio il tema trattato”, continua Maura, “e la location scelta per rappresentarlo, unitamente al format come definito e codificato da Marisa Prearo, colgono al meglio il legame tra cultura, evento e territorio.” Dal punto di vista della costruzione dell’evento, “Alba Dei Tempi” ha presentato elementi innovativi anche sul piano della promozione, dal momento che sono stati privilegiati innanzitutto i media telematici, la rete è stato il mezzo con cui l’evento è stato promosso, ed inoltre, dal punto di vista della “distribuzione”, è stato inserito con convinzione e fiducia da diversi tour operator, alberghi ed agenzie, evidentemente convinti della bontà del progetto. I risultati in termini di affluenza del pubblico sono andati oltre le più rosee aspettative, tanto che nel 2010, dopo la prima rappresentazione, andata in scena nella notte tra il 28 ed il 29 maggio, ne fu richiesta una ulteriore, che andò in scena nella notte tra il 3 ed il 4 settembre. Nel 2011 poi, una volta rimosse le restrizioni imposte dalla Sovrintendenza, si è arrivati a raggiungere le 2500 unità. Il risultato più sorprendente è stato però constatare che il pubblico presente era composto prevalentemente da giovani e giovanissimi, a testimoniare che, grazie anche alla scelta della rete come principale canale di promozione, si è riusciti anche ad avvicinare le giovani generazioni al turismo culturale. La collocazione temporale dell’evento poi, permette di destagionalizzare l’offerta turistica rientrando nella bassa stagione. Le tre rappresentazioni andate in scena hanno poi generato un indotto significativo in termini di esercizi commerciali e luoghi di interesse come musei aperti fino a tarda notte. Infine l’evento così come codificato nel format di Marisa Prearo, comporta un ridottissimo impatto ambientale, sia negli impianti di illuminazione e sonori adottati, sia per il ridotto impiego di allestimenti scenici (la scenografia è il Tempio di Nettuno), tanto che si intende conseguirne la certificazione di qualità ISO 20121. Nel 2012 non è stato possibile mettere in scena l’evento per motivi organizzativi (la concomitanza con le elezioni comunali a Capaccio, nel cui territorio si trova il Complesso degli Scavi di Paestum), è molto probabile invece che possa esserci nel 2013.

 

PIETRO PIZZOLLA

 

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