The Heart of Eboli_united colors of green, i progetti.

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Trasformare luoghi abbandonati in giardini pubblici: è questa la mission della
manifestazione “The Heart of Eboli_united colors of green”, che si svolgerà all’interno del
centro storico di Eboli dal 31 maggio al 2 giugno 2019.

Dopo il successo delle prime due edizioni, anche quest’anno saranno chiamati a raccolta professionisti di respiro internazionale per riconvertire aree urbane abbandonate in spazi pubblici belli da vedere e da vivere, destinati all’aggregazione sociale e al turismo responsabile.

Il concorso nasce da un’idea dell’architetto Sabrina Masala con i colleghi Emilia Abate, Francesco Rotondale, Mariagrazia Castiello, fondatori dell’associazione Radicity ed è reso possibile grazie al sostegno dell’amministrazione del Comune di Eboli che lo ha accolto con
entusiasmo fin dal primo anno.

Il progetto, patrocinato da Regione, Provincia di Salerno, Ordine Architetti Salerno, Ordine Agronomi Salerno, LIPU, vedrà al lavoro il progettista del verde Dario Valenti sulle scale Padre Agostino de Cupity, Greenatelier a vico I Attrizzi, YellowOffice a discesa Ripicella, l’architetto Sofia Dionisio e la d.ssa Giulia Di Tanno a via Simone Angeluzzi, l’architetto Monica Botta a vico II Barbacani, Pampastudio a via Don Vincenzo Catoio.

I giorni della realizzazione degli interventi diventeranno l’occasione per dare vita a una
manifestazione in cui ai cantieri verranno affiancate una serie di iniziative legate ai temi
della sostenibilità ambientale: conferenze, incontri, dibattiti, attività varie che faranno
confluire sul territorio le migliori energie in circolazione. Una volta terminati, i lavori
verranno giudicati da una giuria di esperti che decreterà il vincitore a cui verrà
corrisposto un premio in denaro. I sei giardini arricchiranno il percorso all’interno del
centro storico di Eboli di cui fanno già parte gli interventi realizzati nelle edizioni
precedenti.

Radicity vuole gettare semi sul territorio italiano invitando i cittadini a prendersene cura
affinché germoglino innestando processi virtuosi che coinvolgano le comunità urbane
stimolandole a intraprendere un cammino di consapevolezza e senso di responsabilità nei
confronti dei luoghi che abitiamo e delle persone con cui li condividiamo.

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