Ordine dei Medici di Salerno contrario a sentenza TAR che ammette con riserva gli studenti.

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brunoraveraL’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Salerno è più volte intervenuto presso i Ministri dell’Università della Salute e sulla Regione Campania per sollecitare l’aumento delle borse di studio per le specializzazioni.

L’Ordine dei Medici, sostenendo la sua tesi anche con la FNOMCeO e con il suo presidente Amedeo Bianco, è assolutamente contrario alla sentenza dei TAR che hanno iscritto, sia pure con riserva, alla Facoltà di Medicina anche gli studenti che non avevano superato la prove di accesso, con l’ovvia conclusione che si sono danneggiati tutti coloro che frequenteranno le Facoltà di Medicina, che non potrà prepararli in modo adeguato (si annuncia anche una procedura di infrazione della Comunità Europea).Non è possibile preparare adeguatamente un numero di studenti enormemente superiore alle attuali disponibilità delle Facoltà (il problema ovviamente non è solo di Salerno).

Uno Stato serio come è o dovrebbe essere lo Stato italiano non può non preoccuparsi dei giovani. Il numero programmato all’università è una ineludibile realtà (si possono discutere le modalità, non il principio); ma tutti quelli che arrivano alla laurea hanno il diritto o di iscriversi alle specializzazioni o partecipare al concorso triennale per la medicina generale.

Non si possono lasciare nel limbo tanti giovani laureati. A questa situazione già di per sé difficile per i nostri giovani, si deve aggiungere un altro paradosso. E’ stimato che, per portare alla laurea uno studente, si spendono circa 200mila dollari. Una volta laureato, poi, il giovane emigra in particolare negli USA per attività di ricerca o specializzazione. I Paesi stranieri ci ringraziano per la nostra “generosità”, in quanto questa continua fuga di cervelli fa risparmiare loro una somma considerevole. Se poi si pensa che a lasciare il nostro Paese siano soprattutto i giovani con le capacità più eccelse, si può ben capire a quanto ammonti il danno.

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