Riapertura scuole della Regione Campania e la Repubblica delle Banane.

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Alunni di una scuola elementare impegnati in una lezione di Geografia in piazza del Plebiscito a Napoli, Le scuole in Campania, su disposizione anti contagio del governatore Vincenzo De Luca, restano ancora chiuse, 13 novembre 2020 ANSA / CIRO FUSCO

dal Coordinamento Presidenti Consiglio d’Istituto Campania riceviamo e pubblichiamo

Dopo la timida disponibilità della Regione Campania all’apertura delle scuole dal prossimo 24
novembre, stiamo osservando, su tutto il territorio regionale, la pubblicazione di una serie di
ordinanze sindacali che rinviano, a proprio piacimento, la riapertura delle scuole nell’ambito dei
propri comuni.

Si è ormai al paradosso di essere diventati come una Repubblica delle Banane, dove ognuno decide secondo la propria volontà e senza una regia unica, che indirizzi e detti le regole a cui tutti devono attenersi.
Accadrà che, nella nuova Repubblica delle Banane, alcuni bambini riprenderanno la scuola il 24
novembre, altri resteranno in DAD un’altra settimana, altri ancora un altro mese e, probabilmente, qualcuno sarà tenuto a “Distanza scolastica” fino al 2021. Possibile tutto questo?

Non sembra il modo idoneo e responsabile di procedere.

Il Coordinamento dei Presidenti dei CdI della Regione Campania continua ad evidenziare che
le scuole chiuse, senza ragionevolezza, determinano un danno inestimabile per tutta la società, minandone la fondamenta rappresentata dalle più giovani generazioni, nell’ambito delle quali, il divario tra chi è a scuola in presenza e chi no diventa sempre più ampio e concausa di un’Italia a due velocità, creando una diseguaglianza sostanziale ed effettiva tra gli studenti campani e quelli del resto d’Italia dove le scuole non sono state mai chiuse. Ora ci troviamo addirittura di fronte a delle iniziative autonome di sindaci, con proposte differenti da quelle regionali, che creano ulteriore caos e diseguaglianza di trattamento e di formazione, addirittura all’interno della stessa regione.

Il Coordinamento dei Presidenti dei CdI della Regione Campania fa ancora una volta appello al
Governatore ed all’Assessore Regionale alla Scuola affinché il 24 novembre si riapra tutto il primo ciclo e non solo l’infanzia e le prime classi delle primarie su tutto il territorio regionale, ove non ci siano comprovate necessità di salute pubblica rappresentate da dati certi ed inconfutabili, e nel prossimo futuro anche delle scuole Secondarie di II°.

Chiede, inoltre, di stabilire che lo screening, in collaborazione con le ASL ed i pediatri di libera scelta, avvenga direttamente all’interno o in prossimità delle scuole, in modo da raggiungere rapidamente l’obiettivo finale di un controllo generalizzato ed inclusivo di tutta la comunità scolastica.

Sollecita ancora che, all’interno dell’Unità di crisi regionale (e del gruppo di supporto tecnicoamministrativo e consulenza legale), per decidere sulla chiusura o apertura delle scuole in Regione Campania, ci siano anche esperti sociologi, psicologi e rappresentanti delle scuole, quali i Dirigenti Scolastici e Presidenti dei Consigli di Istituto.

Ricorda, ancora, che “in Italia il dato aggiornato al 19/11/2020 di distribuzione percentuale dei casi degli ultimi 30 giorni sui ricoveri per la fascia d’età 0-19 sul totale dei positivi è dello 0,07%, mentre sul totale della fascia stessa è dello 0,56%” (fonte ISS Epicentro).

Infine, chiede che la data di riapertura delle scuole sia certa e non indicata così a caso per illudere tutti; in questa confusione generale, si è preteso di eseguire uno screening su centinaia di migliaia di persone in pochissimi giorni senza alcuna organizzazione, neanche fossimo stati in Cina. Lo screening, deve essere eseguito in tempi rapidi e certi per conoscere subito la reale situazione epidemiologica nelle scuole prima della riapertura, non deve essere però il pretesto per allungare i tempi di riapertura o, addirittura, per evitare l’apertura stessa delle scuole. Va poi tenuto conto che, poiché lo screening è stato previsto volontario, si entrerà in classe anche se alla fine lo farà solo l’1% di quelli previsti.

Il Portavoce Regionale
Almerico Ippoliti

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