Azzolina vuole tutti a scuola prima di Natale

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La Campania Covid di ieri è quella dei 2815 positivi e 47 morti. L’ultimo report settimanale dell’ ASL di Salerno, certifica 37 morti in una settimana. Il Covid in Campania ha  causato quasi un decesso ogni ora dal 20 al 23 novembre. Intanto Lucia Azzolina vuole riaprire le scuole prima di Natale. Massimo Galli ritiene che mancano le garanzie sufficienti per poterlo fare. Per Antonello Giannelli “..si riaprirebbe per richiudere poco dopo e questo stop and go non fa bene”. Trasporti pubblici e gestione tracciamenti restano serie criticità. La lettera aperta di Vincenzo Sica a Francesco Alfieri, Sindaco di Capaccio-Paestum, volta a sollecitare l’assunzione di iniziative concrete, finalizzate a una capillare esecuzione di tamponi antigenici agli alunni ed al personale scolastico del territorio

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La Campania Covid di ieri è quella dei 2815 positivi e 47 morti. La Campania di domani sarà dei positivi e dei morti di oggi, ancora non passati alla conta. Oggi a chi tocca? Chi si infetta, chi muore, chi sopravvive? Il dato assume valenza pragmatica, supera l’accezione teorica. Non parliamo soltanto di morti, assistiamo a dolorose dipartite e, per fortuna, anche ai racconti dei sopravvissuti. Non si può morire di Covid, non si deve! Siamo prostrati avanti al conteggio d’infettati e ai morti nelle casse. Siamo stanchi di limiti e chiusure. Tutto questo fino a quando?! Marchiati di precarietà, tutti, nessuno escluso. Neanche uno può  dirsi certo, nemmeno uno soltanto può dirsi immune. Viviamo di proroghe, come fogli rosa e patenti, fino allo scadere dello stato di emergenza da Covid-19, (per essi s’indica il mese di aprile). Emergenza che inizia e si assoggetta a inevitabili differimenti. Il Covid continua a uccidere, questo è certo. E’ un mostro invisibile che ha confidenza con la morte, con gli aspetti più  spaventosi e repellenti che la costituiscono. L’ultimo report settimanale dell’ ASL di Salerno, certifica 37 morti in una settimana. Il Covid in Campania ha  causato quasi un decesso ogni ora dal 20 al 23 novembre. Questa danza macabra è sfuggente a tanti per distrazione, incoscienza, per voluto piacere di distanza, partecipato distacco emotivo, magari al fine di scongiurare il male, il peggio. Fiancheggia questa danza macabra, per divergenze parallele, la linea azzoliniana, col suo partecipato desiderio di normalità e di vita che però torna rischio inopportuno, ossessivo, come mantra, in un momento di emergenza ove la normalità è assenza certa. Azzolina, in questo momento, è coinvolta, quasi come prescelta, in un’ azione continua e pressante, su tutto il governo per riaprire le scuole in tutta la penisola, prima delle festività  natalizie e fissare il 9 dicembre come data di  rientro in presenza. Tutta questa ossessione fa sorgere grande preoccupazione! Ma, al di là delle inquietudini per gli sviluppi della curva dei contagi, ci sono ancora alcune emergenze da dover risolvere, come la mancanza di professori e anche la carenza di banchi monoposto. Di contro al dramma che consuma la pace degli infetti in tante case chiuse e negli ospedali ove, purtroppo, arriva anche la morte, quasi come corsa contro il tempo, si muove il Ministro Lucia Azzolina che vuole riaprire le scuole in tutta Italia prima del Natale. Tutti a scuola, con determinazione d’invasamento. Incredibile! Bisogna aprire la scuola a tutti i costi e poco prima dell’inizio delle feste di Natale, se pure, nonostante le tensioni e preoccupazioni della curva contagi, si rappresentano significative le problematicità funzionali nei diffusi contesti istituzionali sul territorio. Ma che senso ha? Ci sono, infatti, ancora emergenze irrisolte e da risolvere, come la mancanza di professori e la carenza di banchi monoposto, (il novello innovativo banco-posto a rotelle,  per intenderci, destinato, con giustapposizione, a strutture scolastiche anche ultracentenarie e cadenti). “Abbiamo toppato il contenimento dopo il lockdown, ma riaprire la scuola troppo presto per richiuderla sarebbe uno smacco ancora peggiore perché nel frattempo sarebbe costato qualcosa nel mezzo” Questa la posizione di Massimo Galli. Il Professore Galli ha manifestato contrarietà alla riapertura delle scuole a dicembre, diversamente da Azzolina. Sostiene che “Al di là della buona volontà messa in campo, ora non possiamo dire che ci siano garanzie sufficienti (…) Non ha senso riaprire le scuole fino a quando non si è in condizione di garantire tutto. Prima di riaprire si deve parlare anche di tutto quello che viene prima e dopo come i trasporti”.

Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale Presidi, sostiene che la riapertura delle scuole prima di Natale si può pensare in chiave simbolica:. «La vera scuola si fa in presenza nessuno mette in dubbio questo principio. Purtroppo le criticità che hanno portato alla chiusura sono tutte ancora irrisolte: trasporti pubblici e gestione dei tracciamenti sono nelle stesse condizioni di quando si è deciso di chiudere. Se si individua un sospetto Covid tra gli alunni si innesca un processo lentissimo che di fatto paralizza tutto». Secondo Giannelli l’ipotesi praticabile è quella di «ritorni contingentati, presumibilmente in piccoli centri, in aree specifiche dove virus circola meno». In qualità di portavoce dei Dirigenti scolastici, fa conoscere il pensiero generale della categoria. I presidi ritengono che «si possa riaprire in modo generalizzato nello stesso modo in tutti i territori, si riaprirebbe per richiudere poco dopo e anche questo stop and go non fa bene». Per Giannelli «visto che nel mese di dicembre ci sono molte feste si può ipotizzare un rientro simbolico il 9, ma nelle aree meno colpite». E, con riferimento alla necessità dei tracciamenti, rivolgendo lo sguardo a cose di casa nostra, appare preziosa la richiesta al Sindaco di Capaccio-Paestum, Francesco Alfieri, finalizzata a sollecitare, nella sua qualità di  massima autorità sanitaria, una iniziativa concreta atta ad assicurare la più  capillare esecuzione di tamponi antigenici agli alunni ed al personale scolastico in riferimento allo screening di iniziativa della Regione Campania. Il dottore Vincenzo Sica, nella sua lettera aperta, scrive: “Molte le segnalazioni di  difficoltà nella prenotazione e nella operatività dello screening che dovrebbe di fatto darci un quadro preciso della diffusione del contagio asintomatico del Covid  nella popolazione scolastica capaccese. Per altro questo  dato potrebbe in maniera indiretta fornirci precise indicazioni sulla diffusione del virus nelle famiglie di provenienza dei piccoli studenti e quindi mappare il territorio. La disponibilità in forma gratuita di tali test, darebbe a tutti la possibilità di  eseguirli evitando una spesa non esigua , sopratutto per famiglie numerose. Al sottoscritto risultano soltanto pochissimi tamponi eseguiti, a fronte di una popolazione scolastica ben numerosa.  Sollecito il primo cittadino a farsi carico di una concreta iniziativa che sarà utile alla comunità scolastica  e non solo, del nostro contesto territoriale”. Tale iniziativa andrebbe condivisa, adottata ed estesa anche in altri contesti, specialmente alla luce dell’avvertito bisogno di rientro in presenza nelle scuole. Proprio ieri bimbi e maestre sono tornati a scuola. “Non è stata una decisione semplice. Riapriremo con gradualità, per adesso solo Infanzia e prima elementare dal 25 novembre in modo che domani presidi e famiglie si potranno organizzare” ha dichiarato Lucia Fortini, assessora all’Istruzione della regione Campania, nel corso di una diretta social. “Poi daremo la possibilità ai sindaci di fare valutazioni diverse, rispetto a quello che è il procedere della pandemia nel proprio Comune. E’ evidente che però ogni sindaco dovrà rifare la propria ordinanza dopo l’entrata in vigore di questa disposizione regionale”. Mentre il Governatore della regione Campania, Vincenzo De Luca, riapre le scuole, un gran numero di Sindaci si mostrano contrari. L’apertura quindi, al momento, è andata differenziandosi sul territorio con colori diversi e ha interrotto la sua uniformità cromatica.

 

Emilio La Greca Romano

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