Andare Avanti su scuola, “Un errore chiudere le scuole, serve programmare”.

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“L’ordinanza n. 79 del 15.10.2020, resa dal presidente della giunta regionale, con la chiusura delle scuole, disvela l’assoluta stasi in cui la Regione è rimasta nei mesi del lockdown ed in quelli successivi, ove al contrario di quanto propagandato nulla è stato fatto”. Lo dice l’avvocato Fabio Mammone della associazione “Andare Avanti”.
“Ospedali covid ancora chiusi, con buona pace dei fondi investiti, mancata riorganizzazione della medicina di base, onde assicurare, adottando il modello Piacenza, una puntuale ed efficace terapia domiciliare atta a far diminuire le ospedalizzazioni ed a garantire le guarigioni. Oggi – sottolinea –  paghiamo tutto questo. Tuttavia ciò che lascia basiti è la chiusura delle scuole atteso che in Campania non vi erano, soprattutto in alcune provincie situazioni emergenziali tali da imporre un lockdown ‘scolastico’. A scuola tra mille sacrifici di docenti e famiglie si entra solo in sicurezza. Ed allora comprensibile e giusto chiudere ove i contagi dilagano, ma perché disapplicare l’art 32 comma 3 della L. n. 833/1978 che faculta il presidente della giunta regionale di disporre chiusure mirate ed unicamente nelle aree davvero a rischio? Ciò denota a monte una scarsa programmazione della situazione emergenziale”.
“Sarebbe stato sufficiente chiudere ove necessario e lasciare aperto, monitorando con attenzione, le zone in cui si è ancora in condizioni di mantenere in essere ed in sicurezza le attività didattiche. Ed allora – conclude – si faccia mea culpa oppure se è vero quanto propagandato si riaprano subito le scuole e si mantengano aperte, almeno fino a quando questo sarà possibile”.
Aggiunge ancora l’avvocato Rosita Orlando “da professionista e da madre dico che è stato un errore interrompere le attività didattiche soprattutto ora che inizia la consegna  dei banchi monoposto e gli istituti hanno rodato l’organizzazione scolastica all’emergenza pandemica”.
“Non credo – continua – che la chiusura delle scuole sia stata una scelta giusta in quanto ad essere messi a rischio saranno i nonni, preziosi angeli al servizio dei figli i quali anche in questo periodo di lockdown scolastico dovranno necessariamente recarsi al lavoro per garantire l’economia domestica, delegando alla parte più a rischio della popolazione l’onere di custodire i propri ragazzi”.

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