ASCOLTA IL VENTO

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Questa settimana desidero chiedervi di accompagnarmi, nella nostra conoscenza della città, in una passeggiata sulle ali del vento fino a giungere presso la sede di una comunità ROM che ha costituito una società cooperativa dal nome “Ascolta il Vento” (il nome vuole ricordare il fatto che le tradizioni ROM sono tramandate oralmente).

L’origine della presenza a Salerno di questo gruppo risale all’inizio degli anni ’90 quando Ivo, con la moglie Sehida, fu costretto ad abbandonare Mostar, epicentro della drammatica guerra etnica, e si accampò con camper e baracche nella Piana del Sele. Come è comprensibile il primo impatto nella piana non fu semplice : i ROM sono subito associati al furto ed all’accattonaggio!

Ivo e tutti i suoi lavoravano come braccianti ma questo era difficilmente compreso e le difficoltà per la comunità erano grandi.

Fortunatamente nel Comune di Eboli si formò la prima giunta comunale diretta dal sindaco Rosania e nacque un “centro autorizzato”  esteso ad altre nazionalità di migranti.

Ivo, avendo un buon livello culturale, una buona capacità di comunicazione ed una forte attenzione alla legalità, fu impegnato dal Comune di Eboli ed anche dal Tribunale di Salerno come mediatore per risolvere piccole o grandi questioni che sorgevano tra le persone del “centro” e tutte le realtà locali.

Con la collaborazione della Fondazione “Camminiamo Insieme”, diretta da Mario Narni Mancinelli, fu presentato e poi finanziato dalla Regione Campania il progetto “Ascolta il Vento” che consentì l’inizio di una attività nel settore dell’agricoltura sociale e l’avvio di un piccolo allevamento di animali da cortile su un terreno di circa 3000 mq preso in affitto.

Per poter svolgere le attività in piena legalità fu costituita la Società Cooperativa “Ascolta il Vento”, utilizzando il nome del progetto avviato.

Poi il Comune di Eboli promosse, direttamente, un progetto a sostegno di tutti gli immigrati e sembrava che il futuro avrebbe consentito a tutti di integrarsi  completamente in città e di poter vivere decorosamente.

Ad Eboli, però, l’esperienza della giunta Rosania alla guida dell’amministrazione comunale terminò e la capacità di ascolto cessò ed il vento cambiò.

Ivo ed il suo gruppo dovettero lasciare Eboli e lo stesso progetto Ascolta il Vento non potè  essere continuato poiché il gruppo dovette spostarsi a Giugliano in provincia di Napoli.

Ma dal male a volte può nascere il bene ed ora vi sono tutte le condizioni per fare della comunità di Ivo un riferimento per tutte le esperienze simili presenti in Campania. Il gruppo è tornato a Salerno ed ha acquistato, nella zona litoranea, al confine con Pontecagnano, una casa con un terreno antistante. 

Alcuni vicini hanno messo a disposizione altri terreni ed oggi esistono un roseto, vengono allevate 12 caprette, varie oche e galline, si sta avviando una piccola produzione di orticoltura. Ma la strada per la completa emancipazione è ancora lunga  perché è evidente che per ottenere risultati economicamente sufficienti è necessario fare un salto qualitativo e quantitativo. 

Per ottenere ciò Ivo ed i suoi non possono essere lasciati soli. Ciò è tanto più importante se si pensa che questa esperienza è seguita, come già ricordato, con interesse e speranza  da altri gruppi ROM campani. Ecco, perciò, una opportunità per contribuire a dare “un’anima alla città”.

Poiché si tratta di contribuire allo sviluppo tecnico ed organizzativo di una realtà che non cerca sussidi, l’appello che parte da queste colonne è rivolto soprattutto a tecnici che operano nel settore agricolo ed alle organizzazioni di categoria, Confagricoltura e Coldiretti in primo luogo.

Vogliamo adottare la comunità raccolta intorno ad Ivo per farla divenire  un simbolo ed una speranza per molti?                                                                                              Alcuni progetti esistono già per giungere alla realizzazione di una “Fattoria Sociale” capace di autosostentarsi economicamente e diventare luogo di formazione per persone interessate ad esperienze simili. 

Ma questi progetti hanno bisogno di contributi  seri per non rischiare di fallire. 

Il messaggio che parte da queste note spera di non restare inascoltato.

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