“LA VERA MEDICINA MODERNA E’ NATA A SALERNO”. LA RELAZIONE DEL PROFESSOR D’EPISCOPO AL CONVEGNO FIDAPA DEDICATO ALLE PIANTE OFFICINALI, AGLI INFUSI E ALLE TISANE.

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“La vera medicina moderna, nasce a Salerno che ha avuto una delle prime scuole di sanità botanica d’Europa. La nostra città è stata all’avanguardia in Europa anche nel campo della fitoterapia”. A ricordare l’importante primato della nostra città, è stato il professor Francesco D’Episcopo, già docente presso l’Università Federico II di Napoli, durante il convegno:” Le piante officinali: infusi e tisane”, organizzato al Circolo Canottieri Irno dalla presidente della Sezione Fidapa di Salerno, Dina Crimaldi Oliva, e dalla Consigliera Lucia Lasaponara Simbolo che ha introdotto i relatori spiegando l’evoluzione dell’utilizzo delle erbe medicinali:” Nel mondo antico venivano adoperate per la cura delle malattie. Oggi vengono impiegate anche   per la cosmesi e sotto forma di tisane per raggiungere il benessere psicofisico delle persone”. Il professor D’Episcopo ha ricordato che il culto delle piante è sempre stato presente nella Scuola Medica Salernitana: ” Matteo Silvatico, è stato il primo grande raccoglitore e classificatore delle piante officinali, che hanno la funzione di curare la salute. Ne ha definito anche le proprietà curative. Silvatico, a differenza di Ippocrate e Galeno, applicava un metodo che può essere considerato scientifico: non c’è più la teoria degli umori, non c’è più il Medioevo. La Scuola Medica salernitana si apre al futuro, alla cosiddetta Fitoterapia che cura le malattie partendo da alcune proprietà specifiche delle piante. Ancora oggi perfino alcuni tumori si curano attraverso delle proprietà tipiche della corteccia di un particolare tipo di tasso del Pacifico. Nella Scuola Medica Salernitana c’era questo settore specifico che oggi continua a vivere nel Giardino della Minerva dove Silvatico operava. Anche nel Regimen Sanitatis che regola le norme della Scuola Medica Salernitana, ci sono due spazi dedicati a delle piante particolari e alle loro grandissime funzioni curative: la menta e la salvia. Se questo passato fosse riscoperto, anche più analiticamente e scientificamente, potrebbe dare delle indicazioni anche per il futuro”. La dottoressa Maria Pia Cucino, Biologa erborista, membro della Commissione Arte e Cultura della Fidapa Internazionale, da circa trentotto anni diffonde la cultura dell’uso delle piante medicinali:” La conoscenza dell’uso medicinale delle piante è il mio lavoro, la mia passione. Si è passati da una conoscenza empirica di circa quarant’anni fa ad oggi che anche la medicina, a seguito della scoperta delle proprietà di alcune piante che curano alcuni tipi di disturbi, sta studiando le molecole di queste piante che da sempre hanno aiutato l’uomo”. La dottoressa Cucino ha anche spiegato come si preparano gli infusi e le proprietà terapeutiche di alcune tisane:” Le tisane che noi prepariamo sono miscele di erbe che curano patologie di tipo organico: la tisana epatica, ad esempio, che contiene il carciofo, il boldo e il cardio mariano, disintossica, stimola la funzionalità epatica ed è utile anche per il colesterolo. Ottima per la calcolosi renale la tisana a base di gramigna, uva ursina ed erba spaccapietra. Molti utilizzando questa tisana hanno evitato gli interventi. Abbiamo anche la tisana antinfiammatoria che contiene la malva. L’importante è essere costanti nell’utilizzo di queste tisane per riuscire ad ottenere dei risultati. In tanti anni ho curato migliaia di persone con l’erboristeria ”. La dottoressa ha anche chiarito la differenza tra tisana e infuso:” La tisana è prodotta dall’infusione di una combinazione di piante officinali. Queste piante vengono sminuzzate, immerse in acqua bollente e lasciate in infusione per 5/10 minuti. L’infuso è una tisana molto più leggera; l’acqua bollente viene versata sul composto vegetale formato solamente dai fiori e dalle foglie essiccate che donano un aroma molto più delicato. Il tutto viene lasciato a riposare in infusione per 5-10 minuti e poi filtrato con un colino. E’ possibile dolcificarlo con un po’ di miele. La differenza è proprio negli ingredienti: nella tisana vengono usate più parti di piante come le radici, i rami, le cortecce, mentre nell’infuso solo foglie e fiori dello stesso vegetale”. Il Maestro Donatella Gibboni, accompagnata al piano dal Maestro Gerardina Serretiello, ha concluso la serata eseguendo, in modo impeccabile, alcuni brani di Paganini.

Aniello Palumbo

 

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