AL DUOMO UNA TARGA AI FAMILIARI DEL DOTTOR DE PISAPIA E IL RICORDO DEI 170 MEDICI MORTI IN ITALIA PER COVID -19

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“Tanti ammalati di Coronavirus hanno visto nei medici che hanno curato la loro salute, degli uomini di Dio! L’amore di questi medici, di questi infermieri, che hanno perso la vita per gli altri, è stato originato dall’amore per Dio. Non si sono fatti trattenere dagli affetti personali per vivere questi affetti in un orizzonte più grande, nella Carità. Questo significa essere discepoli autentici del Signore, che ha dato se stesso per la nostra salvezza, Questi medici, che noi oggi onoriamo, hanno umanamente offerto la loro vita per generare vita ”. Sono le parole espresse con animo grato dal Vescovo di Salerno, Monsignor Andrea Bellandi, durante la celebrazione della messa solenne, celebrata domenica mattina all’interno del Duomo di Salerno, dedicata ai 170 i Medici caduti nel corso dell’epidemia di Covid-19. La cerimonia religiosa è stata promossa dall’Associazione Mogli Medici Italiani (A.M.M.I.), presieduta da Nietta Carucci Penta, e dall’Ordine dei Medici di Salerno, presieduto dal dottor Giovanni D’Angelo. Per l’occasione è stata donata una targa alla moglie, Ornella D’Urso, e alla figlia Mariarosaria, del dottor Antonio De Pisapia, deceduto il 6 aprile all’Ospedale Ruggi di Salerno morto a 6, all’età di 64 anni, a causa del Covid – 19. La dottoressa Rosa D’Urso, che è stata Medico di Base a Solofra per trentasei anni, commossa ha ricordato che il marito, prima di essere Medico di Base, era Odontoiatra:” Il suo amore per la medicina di base e nato stando accanto a me. Adesso, dopo il Coronavirus c’è un’esaltazione dei valori, molti medici si erano un po’ allontanati dagli ideali, dimenticando i principi del giuramento d’Ippocrate”. Anche Mariarosaria De Pisapia sta studiando medicina: è stata lei ad assistere il padre fino alla fine:” E’ stato un momento tremendo! Mio padre è stato un esempio di vita, aveva una grande dedizione verso gli altri. Mi ha lasciato tanto, soprattutto la sua grande umanità”.

Durante la messa che è stata accompagnata dalle voci del Coro della Schola Cantorum della Cattedrale, diretto dal Maestro Ermenegildo Guerra, si sono alternati sull’altare il dottor Bruno Ravera, il dottor Gaetano Ciancio, il dottor Mario Tenuta e il dottor Domenico Della Porta che hanno letto alcuni passi del Vangelo. Presentata dal parroco della Cattedrale, Don Michele Pecoraro, la Presidente dell’AMMI, Nietta Carucci Penta , ha spiegato di aver voluto fortemente che si organizzasse l’ evento:” E’ un omaggio a tutti coloro che hanno dato la loro vita per noi, con professionalità e coraggio. Le loro vite rimarranno per sempre impresse nei nostri cuori. Vogliamo essere vicini ai loro familiari, che hanno vissuto in modo disumano la perdita dei propri cari: a loro vogliamo porgere una carezza di conforto e dimostrare la nostra gratitudine e riconoscenza”. Il dottor Giovanni D’Angelo ha precisato che la celebrazione è stata dedicata a tutti gli operatori della Sanità:” Non soltanto ai medici, ma anche agli infermieri, agli operatori socio- sanitari, ai farmacisti, a tutti coloro che hanno speso la loro vita per cercare di salvare quella degli altri. Voglio ringraziare inoltre tutti coloro che con grande sacrificio e abnegazione hanno lavorato, anche ventiquattrore al giorno, senza tornare a casa per giorni. Anche questo è donarsi agli altri”. Il Prefetto di Salerno Francesco Russo, ha ricordato il grande lavoro fatto da tutti gli uomini delle istituzioni nei giorni tumultuosi del Coronavirus: ” Tutti coloro che sono stati chiamati a svolgere il loro lavoro, lo hanno fatto con grande passione civile, onore e dignità”. La Vicesindaco del Comune di Salerno, Eva Avossa, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa:” Questi medici hanno dedicato la loro vita agli altri consapevoli dei rischi che correvano”. Era presente anche il Sindaco del Comune di Cava De’ Tirreni, Vincenzo Servalli, in compagnia del Vicesindaco, l’avvocato Armando Lamberti, Il Sindaco Servalli ha ricordato che il dottor De Pisapia era un figlio della sua terra:” Era una persona molto benvoluta per la sua propensione al sorriso , alla sua disponibilità. Era capace di dare una parola di incoraggiamento e di supporto a tutti Ha lavorato per la nostra comunità fino al giorno prima di sapere di essere stato contagiato dal Coronavirus. E’ stata una grave e dolorosa perdita per tutti noi”. Tra i presenti il dottor Rodolfo Punzi, direttore del dipartimento di Malattie Infettive ed Urgenze Infettivologiche dell’Ospedale Cotugno di Napoli.(Pubblicato su “Il Quotidiano del Sud” edizione di Salerno).

Aniello Palumbo.

 

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