Salerno, la città delle serrande abbassate e del commercio in crisi.

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Salerno non è un’oasi felice e non si tratta di mere congetture fondate su veline o strali del politico di turno. Un attento cittadino se ne renderebbe conto dopo fatto aver un rapido giro….

Senza andare troppo lontano.

Alle porte del salotto buono della Salerno delle luci d’artista e del Crescent ci sono attività commerciali che boccheggiano, altre che hanno abbassato le serrande da tempo ed altre che stanno per farlo. Ci sono strade, ricche di storia e tradizione, dimenticate al loro destino con mosche e moscerini ad arricchire il paesaggio, con alberi non potati e muri imbrattati. Un tour da via dei Principati alla Rotonda passando per via Michelangelo Schipa.

 

La situazione è raccapricciante…

Il cartello fittasi è in bella mostra davanti a diverse serrande. Dopo decenni ha chiuso i battenti anche il panificio storico di una via storicamente di riferimento per lo shopping salernitano (via dei Principati). Diverse le attività chiuse anche via Michelangelo Schipa. Non mancano le offerte allettanti ma, nonostante ciò, non muove un euro.

Il disastro si tocca con mano….E’ il caso di una yogurteria chiusa dopo neanche sei mesi. Alcuni proprietari dei locali commerciali si salvano, per ora, grazie ai comitati elettorali  ma il futuro non sembra promettere nulla di buono.

C’era una volta il commercio a Via Arce…. Qui la situazione è disastrosa e non risparmia nessun tipo di locale…. Quale siano le dimensioni. Il piatto piange ed anche investire in un piccolo buco diventa un azzardo più che una scommessa. Locali, anche di piccole dimensioni,  anche in Velia.

Le cose vanno leggermente meglio nei Mercanti. E, nonostante ciò, non mancano le attività commerciali che annunciano la liquidazione ed altre che già l’hanno fatto. Stesso discorso da via Roma alla Rotonda. Anche qui la situazione non è rosea…

I commercianti sono certi che la flessione delle vendite è dovuta alla crisi strisciante che accompagna il Bel Paese da alcuni anni.

Già, ma se il problema reale fosse nell’incapacità dei commercianti di saper cogliere le nuove tendenze ed offrire ai clienti pezzi concorrenziali?

Visto che il comune latita tocca alle associazioni di categoria scendere in campo per investire sulle idee e trovare qualche iniziativa capace di stimolare un ambiente che fa fatica ad investire perché teme di vedere ulteriormente assottigliato il proprio stipendio, il proprio rimborso. E’ giusto chiamare in causa anche l’amministrazione comunale ma tocca alle associazioni di categoria ed agli stessi commercianti mettersi all’opera per scuotere l’ambiente… magari, ove possibile, praticando prezzi più accessibili. In caso contrario c’è il serio rischio di passeggiare lungo le strade fantasma della città europea.

 

Gazzetta non si ferma qui… In cantiere tante novità per solleticare l’attenzione del lettore e non solo. Salerno vuole crescere ma per farlo ha bisogno di rimettersi in gioco e proporre nuove iniziative, Altrimenti non si andrà da nessuna parte. (g*)

 

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