Lavoro, i giovani del Nord sognano il posto fisso, quelli del Sud più "flessibili".

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giovani-lavoro-disoccupazioneI giovani del nord Italia sognano il posto fisso a differenza dei coetanei del meridione che ormai non credono più al lavoro stabile e garantito nel tempo. Per i ragazzi del sud il posto fisso è una chimera, considerati i dati dell’Istat sulla disoccupazione che nelle regioni meridionali esplode arrivando oltre il 47%.

E allora si scopre che i giovani meridionali dai 17 ai 30 anni non sono più alla ricerca del posto fisso e preferiscono essere più concreti e pragmatici dei ragazzi al nord. Lo dice una ricerca promossa in occasione dell’uscita del libro “Jobs (f)Act” dell’avvocato Severino Nappi, assessore al Lavoro della regione Campania.

Il programma KlausCondicio ha lanciato un sondaggio sul tema del lavoro tra i propri giovani ascoltatori. Le risposte arrivate dai 500 ragazzi che hanno aderito all’iniziativa, rivelano che al sud 7 giovani su 10 si sono detti pronti a lavorare anche con poche garanzie sindacali. Situazione difficile ma con qualche speranza sul futuro al nord, dove il 57% del campione si dichiara fiducioso e alla ricerca di un posto fisso.

La crisi ha abbassato anche pretese e aspettative lavorative. Il 53% dei ragazzi laureati, infatti, ha dichiarato di essere disposto a svolgere lavori umili e poco qualificati. Pur di lavorare i giovani italiani non si pongono limiti territoriali. Il 67% dei campani è disposto a lasciare la propria città nella speranza di trovare un impiego. Non sono da meno i ragazzi calabresi (61%), siciliani (58%) e pugliesi (55%). Meno disposti al trasferimento sardi (33%) e molisani (31%).

A sorpresa i dati emersi dai ragazzi del nord che, oltre a rivelare la loro speranza in un posto fisso, si dimostrano meno inclini a partire da casa. In Veneto 2 giovani su 10 sono disposti a fare le valigie per lavorare. Più convinti della necessità di lasciare la propria città per un impiego i lombardi (24%), seguiti dai ragazzi piemontesi (28%) e friulani (29%).

La ricerca, infine, rivela che i giovani del centro Italia non hanno particolari preferenze circa il partire o meno.

I ragazzi di Lazio, Abruzzo Umbria e Marche infatti si mostrano equamente divisi nella scelta. La situazione italiana fotografata dal sondaggio trova conferme anche nel resto d’Europa.

In Germania, come riportato dal principale settimanale tedesco Der Spiegel, quasi un terzo dei giovani laureati deve accontentarsi per il primo impiego di occupazioni umili e poco qualificati.

Professionisti altamente profilati che noleggiano auto, puliscono mense e lavano i piatti nei ristoranti ( <http://www.spiegel.de/karriere/berufsstart/aushilfsjobs-falle-fuer-akademik er-a-916284.html> http://www.spiegel.de/karriere/berufsstart/aushilfsjobs-falle-fuer-akademike r-a-916284.html).

In Spagna il discorso non cambia con neo laureati che ripongono la laurea nel cassetto per indossare i panni di giardinieri, traslocatori e camerieri d’albergo (http://www.diariovasco.com/v/20131206/al-dia-sociedad/emigrar-antipodas-201 31206.html).

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