Cinquant’anni dello Statuto dei Lavoratori.

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a cura di Alfonso Angrisani esperto di relazioni  sindacali

Sono trascorsi cinquant’anni dalla approvazione della Legge 20 Maggio 1970 n°300, intitolata  “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento”.

Il presente provvedimento, meglio conosciuto come “ Statuto dei lavoratori “, è stato modificato nel corso dei decenni successivi; rappresenta tutt’ora la normativa di riferimento per i rapporti di  lavoro subordinato privato , e per i diritti sindacali .

In questi anni , il mondo del lavoro ha subito una vera metamorfosi , nel corso dei decenni, si sono aggiunte una serie di problematiche che hanno alterato il rapporto tra lavoratore e datore di lavoro ; nonostante tutto , lo statuto dei lavoratori rappresenta tutt’ora una sicura base di rilancio per far ripartire il mondo del lavoro , per depurarlo , per renderlo funzionale  alle esigenze del momento,  per superare le barriere, e per contrastare diseguaglianze di varia natura .

Guardiamo da vicino La legge  20 Maggio  1970 n°300:

Due personalità sono legate allo statuto dei lavoratori  il Ministro del lavoro e delle Politiche sociali di allora, l’onorevole  Giacomo Brodolini  morto  nel mese di giugno del 1969 , il quale  chiese ed ottenne l’istituzione di una commissione per la redazione dello statuto dei lavoratori , l’altro personaggio di spicco è il Professor Gino Giugni nominato presidente della commissione nazionale .

 

Lo statuto dopo aver incassato l’esito positivo da parte del Senato della Repubblica con una votazione favorevole , venne approvato in via definitiva  alla Camera dei Deputati con 217 voti a favore , votarono per l’approvazione le forze politiche di maggioranza ( Dc , Psu ,Pri, ) si astennero le opposizioni ( Pci, Psiup , Msi ),  inoltre ci furono una decina di voti contrari .

La legge  venne approvata il 20 Maggio 1970 e venne pubblicata sulla gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana   n. 131 del 27 maggio 1970.

Lo statuto dei lavoratori  consta di 41 articoli ;

L’articolo 1 stabilisce che i lavoratori senza nessuna distinzione di opinioni politiche , sindacali, religiose hanno diritto nei luoghi di lavoro di manifestare  il proprio pensiero.

Gli articoli 2,3,4,5,6, stabiliscono che i datori di lavoro non possono impiegare guardie giurate, impianti audiovisivi per controllare i lavoratori ,salvo che per tutelare il patrimonio aziendale.

L’art 7  regolamenta le sanzioni disciplinari.

L’art 8  vieta indagini sulle opinioni  politiche e sindacali dei lavoratori .

L’art 9 parla della tutela e della integrità fisica del lavoratore .

L’art 10 parla della possibilità per i lavoratori di frequentare corsi e sono previsti dei permessi retribuiti.

Ricordiamo l’articolo 13 denominato “Mansioni del lavoratore “ di fondamentale importanza .

Dall’articolo 14 all’articolo 17 della legge 20 Maggio 1970 n° 300  , viene tutelata la liberta sindacale, il diritto di costituire sindacati ,il divieto di costituire i sindacati di comodo .

L’art 18 un’ articolo di fondamentale importanza che tutela il lavoratore in caso di un licenziamento illegittimo, molte volte oggetto di aspre polemiche , nel corso degli anni  è stato  modificato dalla legge 28 Giugno 2012 n°92 e dal D.lgs 4 Marzo 2015 n° 23 .

Gli articoli dal 19 al 27 regolamentano l’attività sindacale , viene sancito il diritto d’assemblea , vengono garantiti i  permessi sindacali.

L’art 28  reprime comportamenti di condotta antisindacale.

Gli articoli 33 e 34 parlano delle norme di collocamento dei lavoratori.

Gli articoli dal 35 al 41 parlano di sanzioni e del campo di applicazione della legge.

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