CBD in neuropsichiatria, tutti gli effetti positivi sul cervello.

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Da ormai diversi anni è stato rivalutato il ruolo della cannabis in Medicina. E’ anche per questo che la normativa in merito all’uso e la distribuzione della cannabis light, o cannabis legale, è cambiata in diversi Stati. Per saperne di più, cliccate su questo link.

Anche perché da diversi studi arrivano le prove scientifiche dei benefici che il CBD, componente della cannabis, può avere sull’organismo. Uno di questi, provenienti dal Brasile, ha studiato le condizioni neuropsichiatriche del cervello delle persone che assumevano CBD.

Effetti ansiolitici

La ricerca arriva dal dipartimento di Neuroscienze dell’Università di San Paolo. A dir la verità, qui i ricercatori hanno cominciato a studiare la cannabis fin dagli anni ‘70 del secolo scorso, quando gli effetti ansiolitici furono dimostrati su modelli animali. Nel 1982, sempre nella stessa università venne testata l’interazione tra CBD e THC; si scoprì così che alte quantità di THC prese per via orale provocavano ansia e sintomi psicotici, attenuati quando era presente anche il CBD.

E’ infatti il CBD, chiamato cannabidiolo, l’elemento maggiormente presente nella cannabis light; il THC invece è la componente che crea l’effetto “da sballo”, quello conosciuto e legato all’uso della droga vera e propria.

Reazione alla paura

Una volta scoperto questo principio, gli scienziati hanno studiato l’effetto diretto della sostanza del cervello. Nel 2009, sfruttando la risonanza magnetica, hanno mostrato i circuiti neurali che si attivano  grazie al CBD, creando gli effetti ansiolitici. In particolare, la sostanza attenua la risposta agli stimoli paurosi dell’ambiente esterno influendo su due aree specifiche del cervello, nella zona anteriore e posteriore dell’amigdala. Quest’ultima è la ghiandola che presiede al comportamento sociale.

Attivando i neuroni delle aree limbiche, il CBD innesta la riduzione dell’eccitazione dei neuroni stessi e, quindi, l’ansia derivante dagli stimoli riconosciuti come fonte di paura.

L’utilità dell’olio di CBD

Tutte queste ricerche hanno, nel tempo, portato a prodotti oggi regolarmente venduti, proprio per combattere l’ansia. Il legame tra l’olio CBD e il contenimento degli stati d’ansia è stato rilevato dai ricercatori dell’Università di Harvard. La nota positiva, poi, è che l’olio CBD agisce velocemente e senza effetti collaterali; questo perché è un prodotto completamente naturale.

Lo studio americano ha individuato la chiave nel recettore 5-HTA, un neurotrasmettitore che regola la serotonina, ormone che influisce sull’umore; il CBD stimola proprio questo ricettore. E, allo stesso tempo, il GABA, che regola i ritmi di sonno e di veglia. Favorendo il giusto riposo aiuta a smaltire lo stress accumulato durante la giornata, con un effetto ansiolitico potente.

Altri benefici del cannabidiolo

Ci sono vari altri benefici che un uso regolato del cannabidiolo porta al cervello e all’organismo in generale. Influisce positivamente sulla capacità di concentrazione e migliora l’umore. Non a caso viene utilizzato anche nei pazienti malati di Alzheimer. Diminuisce la percezione del dolore, ed è il motivo per cui, in Medicina, viene somministrato ai pazienti affetti da cancro o da dolore cronico.

Sempre per coloro che combattono contro il tumore, ha un altro vantaggio; è in grado di ridurre il senso di nausea e gli urti dovuti ai conati di vomito. Questo effetto antiemetico aiuta a sopportare le controindicazioni delle terapie di chemioterapia.

Cannabis light cosa è

Il punto di partenza, dunque, è avere chiaro la differenza tra THC e CBD. La legislazione italiana differenzia i due principi attivi relativamente agli effetti che producono. Il THC ha effetti psicotropi, cioè altera alcune attività cerebrali; il CBD invece ha effetti rilassanti, antiossidanti e antinfiammatorie. Più o meno come una potente camomilla.

Dal 2016 è possibile, secondo la legge italiana, coltivare cannabis light priva quasi totalmente di THC, e di conseguenza con una maggiore concentrazione di CBD. Per la coltivazione, inoltre, è permessa solo quella che utilizza semi di canapa Sativa, utilizzati nella produzione di fibre tessili o usi industriali. Le coltivazioni devono essere certificate e tracciabili, i semi vanno quindi acquistati da rivenditori autorizzati. Il testo normativo, inoltre, chiarisce quali alimenti possano essere ricavati dalla pianta di canapa: olio, tisane, birre, pasta, biscotti e caramelle.

Fondamentale, dunque, è verificare il livello di THC per ogni prodotto, che deve essere inferiore a una certa soglia. Proprio per rispettare queste determinazioni di legge, la cannabis light venduta in Italia si ottiene soprattutto dalle infiorescenze femminili di una sottospecie di Cannabis sativa, la Eletta Campana. A differenza di altre varietà di Cannabis, la Eletta Campana ha una percentuale molto elevata di CBD e un contenuto insignificante di THC; questo la rende perfetta per la produzione e il commercio di Cannabis light.

Il percorso legale della cannabis

Sono questi i motivi scientifici che hanno spinto diversi Paesi a cercare di regolarizzare l’uso della cannabis light, ovvero quella contenente cannabidiolo. In Italia la “cannabis light”, quella con una percentuale insignificante di THC (cioè la sostanza considerata psicotropa) e con contenuto di CBD, è  già legale ed è in vendita.

Ma ci sono novità anche sull’altro fronte; per esempio, la proposta di referendum per depenalizzare la coltivazione della cannabis, infatti, ha raccolto oltre 200mila firme in 48 ore. La Camera dei Deputati, inoltre, ha appena adottato il testo base per depenalizzare la coltivazione della cannabis di non oltre quattro piantine «femmine».

I prodotti a basi di CBD

Come detto, la cannabis light è regolarmente venduta. Se ne vuoi sapere di più, puoi cliccare su Justbob, dove troverai tutta una serie di prodotti a base di canapa con una percentuale di THC inferiore allo 0,2%. Sono tutto prodotti naturali, come l’olio appunto, e quindi senza controindicazioni. Anche se è consigliato sempre rivolgersi a un medico, soprattutto se si hanno problemi seri e se ne vuole fare un uso prolungato.

Va comunque ricordato che il cannabidiolo è solo una delle sostanze che la canapa contiene, e non ha effetti psicotropi, non è tossica e – cosa importante – non dà alcun tipo di dipendenza. Sono proprio questi elementi che permettono la vendita libera nella Comunità europea.

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