Per gestire la serie A e rimanerci bisogna creare un settore giovanile e dare responsabilità a tecnici salernitani che amano la loro squadra”. La Salernitana raccontata dall’arbitro Vincenzo Faccenda.

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La prima partita della Salernitana vista da Vincenzo Faccenda, ex arbitro di serie C e B, attuale Presidente del Comitato Provinciale della Figc Salerno, è stata Salernitana – Cagliari del campionato di Serie B 1953 – 54. “Quel giorno rimasi colpito dalla maglia del Cagliari e impressionato, per la sua stazza, dal centrocampista del Cagliari , Luigi Bertoli, che nei due campionati precedenti aveva giocato con la Salernitana. Fu poi ceduto al Cagliari per otto milioni di lire. Avevo sette anni. Abitavo in Via Nizza, vicino allo Stadio Vestuti. Con i miei amici stavamo sempre allo stadio con Angelo Carmando, il papà di Bruno, che era il custode del Vestuti. Mio padre faceva il cassiere per la Salernitana e vendeva i biglietti. In quella partita fece entrare me e i miei amici in tribuna facendoci attraversare lo spazio che c’era tra i ferri che dividevano i botteghini laterali. C’erano con me Rosario Fasano, Fausto Di Florio e Cecere . La Salernitana perse 1- 0. Ricordo alcuni dei giocatori: Costantino De Andreis, Luigi Gigante, Renato Fioravanti, Mihail Kincses e Giorgio Cori. In quegli anni nacque il mio amore per la Salernitana”. Faccenda ha ricordato di quando la Salernitana, dopo essere stata per ben otto anni in serie B retrocesse in serie C:” Nel campionato 1956/57 ci ritrovammo a ricostruire la Salernitana grazie all’onorevole Carmine De Martino che intorno a lui riunì un gruppo di imprenditori salernitani. Fece tornare Aldo De Fazio dalla Lazio, come portiere, e prese Rinaldo Settembrino come centrocampista. Fecero una grande squadra che giocò un girone di andata stratosferico. Poi andammo un po’ in crisi nel girone di ritorno. Perdemmo anche con il Catanzaro con un gol di D’Avino che era il cognato di De Fazio. Lidio Massagrande vinse la classifica marcatori con 15 gol, ma non fu sufficiente. Finimmo il campionato al terzo posto dietro il Lecco e il Prato che andarono in serie B”. Faccenda ha ricordato che la Salernitana dopo quell’anno visse una crisi profonda :”Fino al campionato 1961 / 62 quando fu creata la più grande squadra della Serie C. Con Gagliardi Presidente c’erano giocatori come Scarnicci, Joan, Franchini, Marin, Gambino, Visentin, Mazzone, Santin, Gigante, Fontanesi, Nardi. Era una squadra meravigliosa. L’unico errore che fece Gagliardi fu quello di affidare la squadra all’allenatore Di Gennaro. Arrivammo al terzo posto”.

La partita più bella vista da Faccenda è stata quella di recupero giocata a L’Aquila, precedentemente sospesa per invasione di campo, nel campionato di serie C 1965 /66 :”Quando finì la partita, 0-0, ci fu un esplosione di gioia perché finalmente tornavamo in serie B, con Tom Rosati”. Altra bella partita è stata quella giocata a Potenza nel campionato di serie C 1970/71: ” Vincemmo 2-0 con gol di Daolio e Bianchini”. Faccenda ha ricordato la Salernitana di Sonzogno, di Delio Rossi e quella della serie A con Aliberti presidente:” Serie A che non abbiamo saputo gestire anche per colpa di uno sciagurato tifoso che nella partita di Coppa UEFA Fiorentina – Grasshopper, che si giocò all’Arechi, lanciò una bomba carta in campo ferendo il quarto uomo. Questo episodio ci fece condannare dalle alte sfere del calcio”. Il migliore allenatore della Salernitana per Faccenda è stato Tom Rosati: ” Con lui ho avuto anche un grande rapporto di amicizia”. Il miglior Presidente? “Per i risultati ottenuti Aniello Aliberti”. Faccenda ha ricordato di quando, nel campionato 1975 /76 diede una mano a Carmine Longo al quale il Presidente Pietro Esposito affidò la scelta dei calciatori:” Lui portò tre giocatori del Perugia: Petraz, Tinaglia e Vitulano. Io mi interessai di far arrivare Fei e Cappelletti dall’Avellino e Bonora dell’Udinese. Avevamo una squadra fortissima, ma finimmo il campionato all’ottavo posto. Fu esonerato Settembrino e io segnalai Massimo Giacomini che allenava il Treviso che poi diventò allenatore del Napoli e del Milan”. Faccenda consigliò anche a Carmine Longo, quando stava col Cagliari, di prendere come allenatore Claudio Ranieri che allora allenava il Vigor Lamezia:” Mi resi conto che era in gamba. Portò il Cagliari dalla serie C alla serie A”.

Faccenda che è Arbitro Benemerito ed è affiliato dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri) da 55 anni vive nel mondo degli arbitri: “Ho iniziato nel 1963, a diciassette anni, a fare l’arbitro. Ho fatto tutta la trafila arbitrale per arrivare poi in Serie C, dove ho arbitrato per cinque anni, e infine, nel 1980, in Serie B dove ho arbitrato squadre come la Spal, la Triestina e la Reggiana” Faccenda che da arbitro aveva il “fischio perentorio”, ha arbitrato giocatori famosi tra i quali Carlo Ancelotti e Pietro Vierchowod: ” Ancelotti lo arbitrai a Parma e Vierchowod col Como. Erano astri nascenti. Non ho mai avuto contrasti né con loro, né con altri giocatori. Ho sempre saputo gestire i giocatori e finire le partite con tranquillità. Solo una volta, in Quarta Serie, nel 1975, a Enna dove la squadra di casa giocava contro il Gela, l’ultima partita utile per non retrocedere . L’Enna perse e quindi ci fu l’automatica retrocessione. Io rimasi negli spogliatoi fino alle 23,30 ad aspettare che i tifosi dell’Enna andassero via per poter tornare a casa”. Nel 1981 mi dimisi e non continuai a fare l’arbitro, ma intrapresi il percorso della dirigenza arbitrale. Feci parte, a Roma, della commissione arbitrale della Cai che designava gli arbitri in Quarta Serie ”. Naturalmente non ha mai arbitrato partite nelle quali giocava la Salernitana:” Ho arbitrato però la partita Livorno – Regina: due squadre che giocavano nello stesso girone della Salernitana”. Anche se il suo impegno di arbitro non gli consentiva di essere presente a tutte le partite della Salernitana, continuava a seguire la squadra :” Mi incontravo con i miei amici al circoletto di Ciccio Desiderio in   Piazza Casalbore . Io arbitravo e molti dei miei amici giocavano a calcio come Enzo Gaudiano, che nel 1966 ha giocato nella prima squadra nella Salernitana di Tom Rosati; Pasquale Cuffaro, Enzo Toti, Ughetto Rocco e Carletto Milanese. Faccenda oggi coordina oltre 430 società di calcio impegnate nel campionato di Terza Categoria e nel settore giovanile della provincia di Salerno. Da ragazzo Faccenda giocava a calcio, nel ruolo di difensore:” Giocavo nel Settore Giovanile. Giocavamo al campo Rinaldo Settembrino di Fratte. Non ero un forte giocatore. Mi piaceva di più a fare l’arbitro e, insieme al mio amico Gigino Esposito decidemmo di seguire il corso per arbitri che si teneva presso lo studio del notaio Spirito, in Corso Vittorio Emanuele. Il notaio Spirito era stato arbitro. Aveva fatto anche l’assistente e il guardalinee. Fu nominato Presidente della Sezione Arbitri di Salerno e organizzò il primo corso della sua gestione. Eravamo in dodici a seguirlo: Urbano Migliore, Enzo Fucci, Pierino D’Elia, che è stato arbitro internazionale come lo è stato Roberto Boggi. Attualmente il Presidente della Sezione arbitri di Salerno è Roberto Ronga. Tra i giovani arbitri abbiamo tre ragazzi interessanti: Pasquale Boggi, Valente e Guida ”. Faccenda ritiene che la Salernitana possa andare tranquillamente in serie A:” Come tifoso mi piacerebbe andarci anche quest’anno. Però per gestire la serie A e rimanerci bisogna creare un settore giovanile, un vivaio, trovare dei campi di calcio, dare responsabilità a dei tecnici salernitani che rispetto agli altri, amano la loro squadra”.

                                                                                                           Aniello Palumbo.

 

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