Raffaello,  a 500 anni dalla morte,  ricordato dalla professoressa Francesca Amirante  al “Parco Storico Sichelgaita”.

0
2606

“Raffaello è la sintesi del genio. E’ il pittore della sintesi della complessità: è colui che, partendo dalla complessità, arriva ad una finta armonia e semplicità che è però  una semplicità densa di  difficoltà”. A evidenziare la grande capacità di Raffaello di rendere semplice la complessità è stata la professoressa napoletana Francesca Amirante, storica dell’arte, presidente dell’associazione “Progetto Museo Napoli”, durante l’incontro “Raffaello, il pittore senza simboli” organizzato dalle associazioni “Hortus Magnus” e “Parco Storico Sichelgaita” presiedute dalla professoressa Clotilde Baccari Cioffi che ha voluto ricordare il grande artista, pittore e architetto italiano, tra i più celebri del Rinascimento, a 500 dalla morte.

“Raffaello è stato ed è un modello imprescindibile per tantissimi artisti” – ha spiegato la professoressa Amirante – “Anche se per certi aspetti è stato considerato meno geniale rispetto a Leonardo e Michelangelo con cui ha avuto dei grandi contrasti: con quest’ultimo si contende la grande scena di Roma nei primi anni del ‘500: mentre Michelangelo realizzava la Cappella Sistina, Raffaello realizzava le Stanze Vaticane. Raffaello è l’artista più importante della storia della pittura del 500 a Roma”. La professoressa Amirante attraverso delle slide ha presentato alcune delle opere più importanti di Raffaello:” La “Scuola di Atene”, “ Lo Sposalizio della Vergine”, “La Madonna della Seggiola”, “ La Madonna del Cardellino”,  “La Madonna del Prato”, “La Madonna Sistina”, con  i meravigliosi angioletti che nella loro semplicità sono straordinari:  le madonne con bambino di Raffaello sono delle vere icone”.  Raffaello era anche un grande disegnatore e amava l’antichità:” Per questo riceverà da papa Leone X l’incarico di sovrintendente alle antichità: grazie a lui i monumenti antichi di Roma non saranno più distrutti, ma salvaguardati”. La professoressa Amirante ha anche sottolineato l’attualità di Raffaello:” Sia come uomo, sia come artista, è colui che tende al minimalismo , ad una sintesi, alla semplificazione delle linee.  Raffaello, nato a Urbino nel 1483, muore il 6 aprile del 1520 dopo 15 giorni di forti febbri causate da eccessivo strapazzo amoroso, un modo velato per non parlare, probabilmente,  di sifilide”.

 

Aniello Palumbo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here