“MEDICHA” LE DONNE NELLA STORIA DELLA MEDICINA RACCONTATE DALLA DOTTORESSA LISSIE TARANTINO ALLA “LEGA NAVALE”.

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“Le donne, in genere, sono le grandi assenti nella storia e lo sono anche nel campo medico. Anche se sono molte le presenze femminili che hanno ricoperto ruoli importanti e di primo piano nella storia della medicina, bisogna pensarci un po’ su per ricordarle, anzi, bisogna proprio andarle a cercare!”. A raccontare, con un po’ di amarezza, ma anche con grande ironia e simpatia , le difficoltà che nel corso del tempo hanno avuto le donne per esercitare la professione medica è stata la dottoressa Lissie Tarantino, allergologa, specializzata in malattie respiratorie ed infettive, Past President del Club Soroptimist di Salerno, appassionata di storia, durante un’ interessante serata   organizzata nella sede della “Lega Navale di Salerno”, presieduta dall’ingegner Fabrizio Marotta , dall’Associazione “Parco Storico Sichelgaita”, presieduta dalla professoressa Clotilde Baccari Cioffi, in collaborazione con il “Soroptimist International Club di Salerno”, presieduto dalla dottoressa Angela Guerra. La dottoressa Lissie Tarantino ha voluto rendere omaggio a tutte quelle donne che: ” Con notevole impegno, ma specialmente con una grande dose di tenacia, volontà e intelligenza hanno permesso a noi di poter intraprendere gli studi che volevamo e conseguire i risultati che, con le nostre capacità, potevamo raggiungere, non ultimo l’assegnazione di 12 premi Nobel per la Medicina”. Naturalmente la dottoressa Tarantino non poteva non parlare di Trotula De Ruggiero:” E’ la più nota tra le “mulieres” Salernitanae ovvero le appartenenti a quella cerchia di studiose che insegnavano o erano attive intorno alla Scuola Medica Salernitana. La sua fama fu tale che si racconta che al suo funerale, nel 1097, avrebbe partecipato un corteo funebre di oltre 3 chilometri”. Tante altre sono state le donne medico ricordate dalla dottoressa Tarantino:” Abella Salernitana, Mercuriade, Costanzella Calenda, Rebecca Guarna e Francesca Romana a Salerno; Agnodice, che per prima nel mondo antico ha aperto la strada alle donne nel mondo della medicina: esercitò brillantemente la professione, sempre vestita da uomo. Palesava la sua vera identità solo al cospetto della donna da curare, fino a quando le fu accordato di esercitare la professione medica ; la dottoressa Vidimura a Catania, nel 1370; la svedese Svanhvit nel 1351; la medichessa ebrea Sara nel 1419; Suor Hildegarde von Biden in Germania autrice dei primi due trattati medici tedeschi”. La dottoressa Tarantino ha raccontato che solo il 10 febbraio del 1803 fu promulgata una legge che permetteva l’esercizio della professione medica a tutti quelli che erano in possesso dei diplomi necessari senza differenza di sesso:” Malgrado però il numero delle donne che in tutta Europa, a vario titolo, si dedicavano alla cura dei malati, per esse il diritto di accesso alle università e all’esercizio della professione erano ancora lontani. Le prime donne a laurearsi in Medicina furono Elisabeth Garret Anderson, la prima donna medico laureata in Inghilterra e Elisabeth Blackwell, prima donna medico laureatasi   a New York nel 1849. In Italia l’apertura delle aule universitarie alle donne fu sancita dal Regio decreto datato 1 ottobre 1875 e la prima laureata fu, nel 1877 a Firenze, Ernestina Paper. Un cammino duro e difficile quello delle donne nella storia della medicina, una guerra lunghissima, combattuta a prezzo di sacrifici e lotte per secoli e ancora ai nostri giorni”.

Aniello Palumbo

 

 

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