“DIVERSAMENTE GIOVANI” MA CAMPIONI SEMPRE! I SESSANTENNI ATLETI DEL CIRCOLO CANOTTIERI IRNO CAMPIONI ITALIANI DI CANOTTAGGIO NELLA CATEGORIA “MASTER F”.

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Sono salernitani i Campioni Italiani di canottaggio nella categoria “Master F 4 Con” e “Master F  4 Senza” che sabato e domenica, hanno gareggiato nelle acque del bacino della Standiana, a Ravenna, dove si è svolto uno dei più importanti appuntamenti del canottaggio amatoriale: il Campionato Italiano di Master di canottaggio che va dal Master A (over 27 anni) al Master H che vede coinvolti atleti con più di 70 anni. Gli atleti del “Circolo Canottieri Irno” di Salerno, presieduto dal dottor Giovanni Ricco, sono: Gigi Galizia, (58 anni); Alfonso Sanseverino, (62 anni); Pasquale Cammarota (59 anni) e Renato Grimaldi (68 anni) che hanno vinto il titolo italiano “Master F con”, con al timone la giovanissima Morena Galizia, e, dopo circa un’ora, anche il titolo “Master F senza” che non prevede la presenza del timoniere. I “diversamente giovani” atleti hanno sbaragliato gli altri sei equipaggi avversari, remando con tutta la forza che avevano in corpo: con grinta e determinazione hanno fatto scivolare la loro imbarcazione senza difficoltà, velocemente, fino al traguardo dove è esplosa la loro gioia, manifestata con un urlo liberatorio.  L’esperienza e la loro passione per il canottaggio, sono state fondamentali per vincere in un evento sportivo che ha visto la partecipazione, nelle varie categorie, di oltre 600 atleti provenienti da 79 società italiane. Una vittoria, quella nella categoria Master F, i cui atleti hanno un’età compresa tra i 60 e i 65 anni, che i canottieri salernitani hanno dedicato ai giovani del loro Circolo e non solo, come ha spiegato il professor Gigi Galizia, già Campione Italiano di canottaggio e anche Allenatore Federale:” La nostra vittoria dimostra che nello sport non c’è età! Tutti possono e devono praticare uno sport”. Vittoria doppiamente importante per Galizia che è anche l’allenatore della squadra: ” Avere mia figlia come timoniere è stata un’emozione unica!”.

Aniello Palumbo

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