“Violenza e indifferenza nella Società della Comunicazione” alla Fidapa di Salerno.

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“ Nella rete non esiste il diritto all’oblio: siamo tutti condannati all’eternità mediatica. Di questo dobbiamo rendere consapevoli, soprattutto i giovani”. A parlare dell’ineluttabilità della perdita dei propri dati personali quando usiamo internet, è stato il professor Salvatore Sica, Ordinario di Diritto Privato all’Università di Salerno e Presidente della Scuola Superiore dell’Avvocatura, durante l’interessante incontro sul tema:” Violenza e indifferenza nella Società della Comunicazione” organizzato al Circolo Canottieri Irno di Salerno dalla Presidente della Sezione Fidapa di Salerno, la dottoressa Rita Mazza Laurenzi, su proposta della socia consigliera Elisa Sparano Bosco che ha affrontato la tematica dal punto di vista psicologico:” Bisogna fermare la cultura della violenza soprattutto attraverso un’opera di prevenzione finalizzata all’ educazione delle emozioni, che spesso prendono il sopravvento sulla ragione sfociando in violenza”. La professoressa Bosco ha spiegato come si possono educare le emozioni: ”L’uomo violento non è nato tale e quindi il suo essere violento è un comportamento appreso. L’aggressività è una modalità difensiva grazie alla quale l’uomo è sopravvissuto a una natura più forte di lui. Questa aggressività difensiva sviluppata in seguito ad un’ educazione sbagliata, ad esperienze traumatiche vissute, al contesto socio – culturale e ambientale in cui vive, in alcuni casi può diventare distruttiva, autodistruttiva e addirittura dislocata, quando è rivolta verso gli altri”. La professoressa Sparano ha ricordato che anche alcuni videogiochi cruenti e film con scene di violenza possono influenzare i ragazzi: ” Il cervello dell’uomo, che è plastico, riceve questi influssi ambientali negativi e arriva all’assuefazione e addirittura alla dipendenza da scene violente”. La dottoressa Sparano ha parlato d’indifferenza, di desiderio di prevaricazione, di mancanza di autocontrollo emotivo “Che sfocia negli eccessi emozionali che possono portare alla violenza di genere” e di sentimenti: ” I sentimenti non si ereditano, si apprendono in famiglia attraverso contenuti emotivi” e spiegato dove risiedono le emozioni:” Grazie agli sviluppi delle neuroscienze e alle nuove tecniche non invasive che visualizzano il cervello in vivo, si è visto che risiedono nel cervello, nel sistema limbico che è collegato con la corteccia cerebrale, dove una piccola struttura a forma di ghiandola, l’amigdala, è responsabile delle reazioni emotive. Le emozioni, che non sono solo un impulso incontrollabile, possono essere educate attraverso dei programmi psico – comportamentali che partano dai primi anni di scuola e siano finalizzati a controllare le emozioni. Questi programmi devono prevedere tre elementi: cognizione, emozione e comportamento che devono essere tra essi correlati. Il nostro comportamento è il frutto delle emozioni, di ciò che sentiamo e pensiamo: emozione e pensiero. C’è una correlazione in tutto il nostro essere che è regolato da reti neuronali che collegano tutte le nostre attività. Bisogna quindi adottare un approccio educativo nuovo che miri a trasformare gli impulsi da puramente biologici a emotivo razionali e faccia comprendere ai giovani qual è la differenza tra il bene e il male, educarli a conoscere le proprie emozioni e come controllarle giungendo all’empatia che è tanto necessaria oggi”. Il professor Salvatore Sica, ha parlato del potere di condizionamento della rete:” Mai come oggi c’è una concentrazione nelle mani di pochissimi soggetti di un potere di condizionamento e di direzione sociale e globale. Non c’è una democrazia del web. Dalla fine degli anni ’70 in poi ci si è rassegnati all’idea che i nostri dati debbano circolare liberamente. I nostri dati sono l’oro moderno, vengono prima del settore farmaceutico e subito dopo quello petrolifero che sono i due pilastri dell’economia mondiale”. Il professor Sica ha spiegato che il contenente sta prevaricando sul contenuto: ” Bisogna recuperare il contenuto sul contenente: significa che uno sta bene insieme e non c’è bisogno di una foto perché si sappia che sta bene insieme; che sta pranzando bene e non ha necessità di far vedere che il cibo è buono e che è stato nel ristorante particolare, perché questo stesso meccanismo, quando si cala in un contesto di devianza o di alterazione mentale, conduce all’infinita serie di deviazioni o di abusi che si realizzano attraverso l’uso e abuso della rete”. L’attrice salernitana Pina Russo, ha recitato magistralmente il testo della canzone di Luca Barbarossa: ”L’Amore Rubato”; quello della canzone “Ma le voleva bene” del Quartetto Cetra e il brano “L’indifferenza “ del premio Nobel per la Pace del 1986, Elie Wiesel.

Aniello Palumbo

 

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