“Sempre meglio che lavorare”. Il libro di Giovanni Procida e Alessandra Sciarelli alla “Congrega Letteraria” di Vietri sul Mare.

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Al noto clarinettista salernitano Giovanni Procida, scomparso due anni fa, l’Associazione Culturale de “La Congrega Letteraria” di Vietri sul Mare ha dedicato una serata di musica e parole in occasione della presentazione del libro “Sempre Meglio che Lavorare. Memorie di viaggi nelle fotografie di Giovanni Procida e nei racconti di Alessandra Sciarelli”, edito da Gutenberg Edizioni, curato nella progettazione grafica da Carla Procida, studentessa di designer al Politecnico di Milano. “A lei è dedicato questo libro” ha esordito emozionata la professoressa Alessandra Sciarelli, docente di violino al Liceo Marco Galdi di Cava De’ Tirreni, che durante la serata ha eseguito con il suo antico violino francese, con grande virtuosismo, accompagnata al piano dal Maestro Maurizio Cogliani, brani di Vivaldi, Fauré e Kreisler. Il libro è stato presentato nell’ambito della rassegna “ Tè letterario con libro” organizzata dai Direttori Artistici de “La Congrega Letteraria di Vietri sul Mare, Antonio Gazia e Alfonso Vincenzo Mauro, con la collaborazione di Francesco Citarella, Daniela Scalese, Elisa D’Arienzo, Mariangela Stanzione, Francesco Barbato, Edoardo Colace, Rossella Nicolò e con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Vietri sul Mare, nella persona dell’Assessore alla Cultura, il dottor Giovanni De Simone.

 

 

L’autrice del libro ha raccontato che Giovanni Procida, nato a Marina di Vietri sul Mare, era figlio di Alessandro, decoratore della nota famiglia di ceramisti vietresi e che il marito oltre alla passione per la musica e per il suo clarinetto, aveva la passione per la fotografia: ” Non si separava quasi mai dal suo clarinetto Buffet e dalla sua Pentax XM, che aveva comprato da Alfonso Gazia, grande amico di Giovanni, anche lui scomparso”. Alfonso Gazia era il fratello del professor Antonio Gazia che ha ricordato i suoi incontri sulla spiaggia di Marina di Vietri con Giovanni Procida:” Era una mente molto aperta e attiva: mi colpivano molto le sue analisi sul sociale. Era sempre un piacere parlare con lui”. Alessandra Sciarelli, che ha collaborato con numerose orchestre ed enti lirico – sinfonici, esibendosi in numerose manifestazioni in Italia e all’estero con direttori d’orchestra e solisti di levatura internazionale, ha raccontato del suo incontro con Giovanni Procida, del suo amore nato tra le note:” Ci conoscemmo quando suonavamo in un’orchestra giovanile voluta dal maestro Renato Piemontese . Poi Giovanni iniziò la sua collaborazione, che durò circa vent’anni, con Roberto De Simone, l’autore della famosa “Gatta Cenerentola” che scriveva alcune partiture per clarinetto proprio per lui che era il suo musicista preferito. Mi chiamarono a Napoli, dove sono nata, per far parte di quell’orchestra: fu proprio lì, tra le prove al Politeama e le lunghe passeggiate a Pizzofalcone che iniziò il nostro amore ”. La Sciarelli ha raccontato dei “viaggi musicali” intrapresi con il marito, dal 1985 al 1990, in occasione di alcune tournée in giro per il mondo organizzate per rappresentare soprattutto “La Gatta Cenerentola” di Roberto De Simone. “Nel libro, io e mia figlia Carla abbiamo raccolto le foto, scelte tra oltre tremila diapositive, scattate durante i viaggi a New York, nell’ottobre del 1985; a Venezia, nel febbraio del 1986, dove ci esibimmo suonando il Requiem per Pier Paolo Pasolini di De Simone al Teatro La Fenice, prima dell’incendio; a Buenos Aires, in Argentina, dove io non c’ero, nel settembre del 1986; a Edimburgo, nell’agosto del 1988; a Rio De Janeiro e Curitiba, nel maggio del 1989; a Parigi e a Berlino”. L’autrice ha anche spiegato com’è nato l’originale titolo del libro:” Giovanni si riteneva un privilegiato perché provenendo da una famiglia di operai, considerava il suo lavoro d’insegnante, di musicista, un impegno leggero, piacevole e gratificante. A chi lo interrogava sulla sua professione era solito rispondere :”Sempre meglio che lavorare”. Il Maestro Maurizio Cogliani, docente di Teoria, Analisi e Composizione Musicale al Liceo Marco Galdi di Cava De’ Tirreni e Dottore di Ricerca alla cattedra di Psicologia dell’Arte e della Letteratura all’Università di Salerno, alla tastiera ha anche suonato una bellissima composizione, da lui creata, dedicata a Giovanni Procida.

 

L’omaggio al clarinettista vietrese è stato impreziosito dal concerto del musicista e cantante Marino Cogliani che ha cantato, suonando la sua chitarra, alcuni brani classici della canzone napoletana come “Torna Maggio”, ”Chella ‘llà”,   “ Lo Guarracino” e “Tammurriata nera” , coinvolgendo tutti i presenti che hanno cantato con lui. Durante la serata è stato consegnato, dal Condirettore Artistico Alfonso Vincenzo Mauro e da Mariangela Stanzione della Segreteria Organizzativa, un riconoscimento al ceramista e musicista vietrese Salvatore Scalese, in arte Sasaska, in qualità di Presidente dell’Associazione Culturale “Fabrica”, per le meritorie attività socio-culturali, svolte in collaborazione con la “rete” de “La Congrega Letteraria”. (FOTO DI EDOARDO COLACE).

Aniello Palumbo.

 

 

 

 

 

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