“L’ODIO RAZZIALE E’ UNA MALEDIZIONE DA SCARDINARE”. IL RABBINO CAPO RICCARDO DI SEGNI INCONTRA I ROTARIANI E LE INNERINE DI SALERNO

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“ Quello che è successo a Macerata è un segnale allarmante. Bisogna stare bene all’erta su quello che può succedere, su quello che cova. Un gesto del genere può portare all’emulazione da parte di altri. Bisogna scardinare una macchina infernale che può sempre riprendere a funzionare: quella dell’odio razziale che è una maledizione che ci portiamo appresso e che dobbiamo controllare e sconfiggere ”. A riflettere su ciò che sta succedendo in Italia, alla luce delle drammatiche vicende di Macerata, è stato il Rabbino capo dell’antica comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni , Vice Presidente della Conferenza Rabbinica d’Europa, durante la conviviale a lui dedicata organizzata al “Grand Hotel Salerno” dal Presidente del Rotary Club Salerno Duomo, il dottor Natalino Barbato, in interclub con altri Club Rotary del territorio:   Rotary Club Salerno Est, presieduto dal preside Antonio Vairo; Rotary Salerno Picentia, presieduto dall’ingegner Giuseppe Giannattasio;  Rotary Salerno Nord dei Due Principati, presieduto dal dottor Michele  Galderisi; Rotary Cava Dè Tirreni, presieduto dall’ingegner Bonaventura Trucillo;  Rotary Campagna, presieduto dal dottor Alberto Remolino e con la collaborazione dei Club: Inner Wheel Salerno Carf, presieduto dalla dottoressa Marisa Fiorillo Della Monica e Inner Wheel Salerno Est, presieduto dalla dottoressa Ornella Orlando.

Di Segni che è stato invitato a Salerno dal socio rotariano Carmine Pirofalo, ha parlato di “Presenza ed importanza dell’ebraismo nel mondo della cultura, delle scienze e delle arti”. “ Dove esiste una comunità ebraica si arricchisce la cultura e la vita di un paese. Una società si arricchisce delle differenze: la differenza ebraica è un continuo fermento nella società” ha spiegato Di Segni che ha anche ricordato che:” Un ebreo considera per tradizione religiosa lo studio come un dovere”. Secondo Di Segni non bisogna dimenticare la nostra storia:” L’Italia è stato un paese di emigrazione massiccia fino a non molto tempo fa: gli italiani hanno avuto bisogno di emigrare e gli ebrei, in particolare, hanno avuto la necessità, forzata, di emigrare. Non si possono dimenticare queste lezioni e mettersi anche nei panni di chi emigra per tanti motivi. L’Italia si basa su una Costituzione democratica e sul rispetto della legalità: a chiunque viene in questo Paese deve essere richiesto un impegno in questo senso”. Di Segni ha raccontato che il padre, il dottor Mosè Di Segni, quando arrivarono i tedeschi, nel 1943, fu costretto a scappare da Roma:” Con mia madre e i miei due fratelli. Io sono nato dopo la guerra. nel 1949”. Di Segni ha spiegato che la Shoah non è stata soltanto la distruzione sistematica di un popolo:” E’ stata la distruzione sistematica di gente radicata nella cultura e nella civiltà europea alla quale ha dato un contributo importante. L’ebraismo ha contribuito allo sviluppo della cultura, della società e della religione in tutti i modi possibili”. In Italia gli ebrei sono circa trentamila. A Roma la comunità ebraica arriva a circa tredicimila persone: ” Io li rappresento dal punto di vista religioso”. Di Segni ha frequenti contatti con Papa Francesco: ” I nostri rapporti sono cordiali e diretti anche se non mancano punti di dissenso”. Il dottor Natalino Barbato ha ricordato che quest’anno ricorrono gli ottant’anni dall’emanazione delle leggi sulla tutela della razza:” Costituisce uno dei periodi più tragici e bui della storia del nostro Paese. Dalle ceneri di questa macchia, sono sorti i canoni fondamentali della nostra Carta Costituzionale incentrata sul valore essenziale della persona umana e della sua dignità, tutelato come diritto inviolabile. Bisogna ricordare per conoscersi e costruire”. Barbato ha anche ricordato che ben 193 ebrei hanno vinto il Premio Nobel, tra cui quattro italiani: Rita Levi Montalcini, Salvatore Luria, Emilio Segrè, Franco Modigliani e i tanti importanti e famosi personaggi di origine ebraica:” Saba, Primo e Carlo Levi, Moravia, Kafka, Asimov, Woody Allen, Spinoza, Marx, Popper, Mendelssohn Rubinstein, Modigliani, Oscar Niemeyer, Einstein e Freud”. Il poeta del Rotary, Vincenzo Tafuri, ha letto una sua poesia dedicata al dottor Di Segni mentre il socio rotariano, Armando Cerzosimo, ha donato al dottor Di Segni una sua foto artistica del Muro del Pianto di Gerusalemme. Presenti il Governatore Incoming, Salvatore Iovieno e il Past Governatore Gennaro Esposito; il Presidente del Club Rotaract Salerno Duomo, Raffaele De Simone,  l’Assistente del Governatore Francesco  Dente, il Past President del Club Rotary di Buenos Aires, il dottor Carlos Grinberg. Il dottor Di Segni ha anche incontrato gli alunni delle scuole superiori di Cava dei Tirreni presso l’Istituto “Della Corte Vanvitelli”.

Aniello Palumbo

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