L’ATTUALITA’ DELLA SCUOLA MEDICA SALERNITANA SPIEGATA DALLA PROFESSORESSA PAOLA CAPONE ALLA CONGREGA LETTERARIA DI VIETRI SUL MARE

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“Prevenzione ed Empatia sono questi i due parametri che si devono ritrovare nella medicina di oggi partendo dalla Scuola Medica Salernitana. La medicina deve ritornare al passato, all’empatia, alla capacità di comprendere lo stato d’animo e la situazione emotiva di un’altra persona, guardare agli ammalati come dei corpi e non degli organismi; dei corpi che sono insieme sentimento e fisicità. Maggiore empatia vuol dire mettere al centro del lavoro dei medici il malato, la persona e non soltanto la malattia. Fondamentale, inoltre, è la prevenzione della malattia che deve attuarsi attraverso un corretto regime di vita. Prevenzione , naturalmente, anche a livello dello spirito”. Sono questi i concetti fondamentali espressi in modo semplice e chiaro dalla professoressa Paola Capone, già docente di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Salerno, protagonista del sesto degli “Incontri di Cultura”, che si è tenuto nello storico e suggestivo oratorio dell’Arciconfraternita del SS. Rosario e SS. Annunziata di Vietri Sul Mare, organizzato dai direttori artistici de “La Congrega Letteraria”, Antonio Gazia e Alfonso Mauro, con la collaborazione di Francesco Citarella, coordinatore   de “La Rete de La Congrega Letteraria”.

 

La professoressa Capone ha ricordato i principi del Regimen Sanitatis Salernitanum:” Un testo che ho studiato anche a Londra e a Parigi . Il Regimen Salernitanum conta un numero cospicuo di esemplari: ne esistono 180 edizioni ed io ne ho viste 160 alla British Library di Londra”. Autrice del nuovo libro “Naturalmente Sani. Il Nuovo Regimen della Scuola Medica Salernitana”, edito dall’Associazione EUTòPIA, la professoressa Capone ha spiegato che nel Medioevo il numero perfetto era il quattro:” Come le quattro qualità del corpo umano che compongono l’organismo: il sangue, il flegma , la bile gialla o collera, la bile nera o melanconia. L’eccesso di uno di questi quattro umori fa nascere nel corpo la malattia. La teoria dei quattro umori ,secondo la quale se tutti gli umori sono in equilibrio si ha la sanità al corpo, è stato il vero caposaldo salernitano che ha governato la Medicina dal Medioevo all’Età Moderna, fino a quando, a metà del XIX secolo, il patologo e scienziato tedesco Virchov gettò le basi dei moderni concetti della patologia cellulare e della patogenesi delle malattie”. La professoressa Capone ha   spiegato che   a Salerno, nonostante fosse vietato, si praticava la vivisezione:” Si praticava per capire quali erano le funzioni del corpo. Tra i primi a farla ,di nascosto, per approfondire i suoi studi di anatomia, fu Leonardo da Vinci ”. La professoressa Capone ha anche spiegato che la medicina era tenuta in grande considerazione tanto da essere definita Secunda Philosophia: ” Nel Medioevo la medicina è una scienza molto complessa con un curriculum di studi intrecciato a molti saperi”. Attraverso delle slide la professoressa Capone ha presentato alcune importanti xilografie che illustravano e spiegavano meglio i contenuti delle varie edizioni del Regimen. Nella sua relazione introduttiva la professoressa Rossella Nicolò, docente di Italiano e Latino presso il Liceo Alfano I di Salerno, ha spiegato che ancora oggi sono valide le applicazioni terapeutiche dei “semplici” le piante officinali utilizzate dai medici della Scuola Medica Salernitana: ” A ncora oggi nei Dipartimenti si studiano i principi attivi delle piante e nelle terapie ne usiamo molti tra cui il taxolo, utilizzato nella chemioterapia antitumorale”. La professoressa Nicolò, ha sottolineato la modernità della Scuola Medica Salernitana:” Testimoniata dalla sua apertura alle donne, alle idee innovative che i trattati conservati dimostrano : la prevenzione risulta essere ancora un aspetto fondamentale della medicina ; si diffondono metodi nuovi ed insoliti, sottolineando l’importanza che l’igiene, l’alimentazione equilibrata e l’attività fisica rivestono per la salute femminile. Non va dimenticato, inoltre, che il trattato di ginecologia attribuito fino ad oggi a Trotula, era un unicum nel medioevo. La Scuola Medica Salernitana ha avuto l’indiscutibile merito storico di innalzare la chirurgia al rango di scienza, sottraendola al degrado di mestiere per stregoni dal momento che questa non veniva considerata una branca della medicina, ma semplicemente un’attività collaterale esercitata senza nessuna nozione scientifica”. Sono intervenuti l’Assessore alla Cultura del Comune di Vietri, Giovanni De Simone; il Presidente del CNA di Salerno, il Maestro ceramista Lucio Ronca, e il professore Giorgio Zanchin, già Direttore della Clinica Neurologica e della Scuola di Specializzazione in Neurologia dell’Università di Padova.(FOTO DI EDOARDO COLACE).

Aniello Palumbo

 

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