LA STORIA DEI “DEMOCRISTIANI A SALERNO” RACCONTATI DAL DOTTOR VITTORIO SALEMME

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“La storia della Democrazia Cristiana nazionale, insieme alla storia degli atri grandi partiti, è stata la storia dell’Italia”. Lo ha affermato, il professor Giuseppe Cacciatore, già Professore Ordinario di Storia della Filosofia all’Università Federico II di Napoli e Presidente della “Società Salernitana di Storia Patria”, durante la presentazione, tenutasi nel Salone del Gonfalone del Comune di Salerno, del libro “Democristiani a Salerno”, edito da “Editrice Gaia”, scritto dal dottor Vittorio Salemme che è stato uno degli esponenti di punta della Democrazia Cristiana a Salerno essendo stato per cinque anni Delegato Provinciale dei Giovani Democristiani, Consigliere Nazionale e, dal 1964, per cinque anni, Consigliere Provinciale:” Facevo il Capogruppo della DC alla Provincia di Salerno”. Salemme, nel libro ha raccontato cinquant’anni di storia della DC a Salerno: ” Dal 1943, anno di fondazione, fino al suo scioglimento del 1993, attraverso i congressi, le elezioni politiche e amministrative, le polemiche e gli scontri tra le correnti e i rapporti con gli altri partiti”. Il libro di Salemme, dedicato a Pino Lanocita: ” Amico mai dimenticato”, più che un libro di storia, come ha spiegato l’autore, è un lungo e dettagliato racconto, ricco di nomi, eventi e date. Salemme che si è documentato in modo accurato, minuzioso e attento, consultando numerosi testi, riviste e documenti ha raccontato di quando, il 9 novembre del 1943, si diede vita al “partito dei cittadini cattolici del salernitano:” Girolamo Bottiglieri e Luigi Buonocore, esponenti del laicato cattolico, incoraggiati dall’Arcivescovo Nicola Monterisi, decisero di dar vita a questo partito”. Salemme ha spiegato che gli anni del cosiddetto” boom economico” furono gli anni migliori della Democrazia Cristiana :”Almeno fino al 1970”, e raccontato degli anni del conflitto con il Partito Socialista di Craxi e di quando, grazie alla strategia di Carmelo Conte , nel 1987:” La Dc , al Comune di Salerno, fu scacciata all’opposizione, dopo trent’anni di maggioranza”. Salemme ha poi ricordato che nel 1976 ruppe con la DC, deluso per la progressiva involuzione in senso conservatore e clientelare del partito, a livello provinciale e nazionale , presentando le sue dimissioni:” Insieme a Marcello Torre, Alfonso Gambardella e Franco Mainenti. Da allora ho lasciato la politica attiva anche se sono stato corteggiato da vari partiti”. Il dottor Salemme ha spiegato che oggi c’è una certa nostalgia della Democrazia Cristiana e degli altri partiti dell’epoca:” Rappresentavano un sistema che assicurava comunque una classe dirigente di un certo livello. Oggi non è più così. Tutti improvvisano. I partiti più importanti formavano i loro iscritti: avevano le scuole di partito, alle quali hanno partecipato per anni molti salernitani, come quella della “Camilluccia” per la DC, dove ho anche tenuto delle lezioni, e quella delle “Frattocchie” per il PC

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Il professor Giuseppe Cacciatore, ha spiegato che il libro di Salemme non si limita a raccontare la storia della DC:” E’ un libro che riguarda la storia del Paese nel suo complesso perché le vicende locali sono trasferite sul piano nazionale. La Democrazia Cristiana, è stato uno dei partiti che ha contribuito alla ricostruzione del nostro Paese dopo il ventennio fascista”. Cacciatore ha ricordato che Salemme nel suo libro ricorda alcuni uomini importanti della Democrazia Cristiana a Salerno::” Oltre e al di la. del partito, parla degli uomini che, in provincia di Salerno, hanno fondato questo partito. Salemme è rimasto fedele allo spirito costituente: uno spirito che oggi, rinnovato, non farebbe male dinanzi alla stanchezza, alla estenuazione di quel modello di democrazia che resta baluardo contro ogni populismo in Italia come in Europa”. Il professor Carmine Pinto, docente di Storia Contemporanea all’Università di Salerno, ha apprezzato il libro di Vittorio Salemme:” E’ un pezzo della storia di Salerno, dell’Italia e di quei grandi partiti di massa che hanno rappresentato forse uno dei momenti più importanti della vicenda politica campana e meridionale”. Il professor Pinto ha sottolineato come la DC sia stata capace di cambiare la storia italiana:” Interpretando la società in tutti i suoi aspetti”. Anche il giornalista Angelo Scelzo, già Vice Direttore della Stampa Vaticana, ha apprezzato il libro di Salemme:” Un libro che mancava. Un libro necessario”. Scelzo ha analizzato i rapporti che intercorrevano tra la DC e la chiesa locale :” Un rapporto molto forte di sostegno della chiesa alla DC, il cosiddetto “Collateralismo”, una formula che oggi è caduta in disuso. Oggi si assiste più a uno “scollamento” che a un collateralismo. La chiesa oggi trova difficoltà a dialogare con le istituzioni locali. Non si è ancora trovato un equilibrio necessario che dia frutti anche per la società”. Il dottor Scelzo ha ricordato la figura di Monsignor Demetrio Moscato, Arcivescovo di Salerno:” Un Arcivescovo di grande spessore, ma che comunque era figlio del suo tempo, nel senso che ancora interpretava una Chiesa che con il Concilio non si era aperta del tutto alla società e alla modernità e che quindi dava luogo a qualche forzatura nei rapporti, anche all’interno dei partiti. Salerno ha sempre avuto, non solo con Moscato, Pollio, Monsignor Guerino Grimaldi, fino ad arrivare a   Monsignor Pierro e a Monsignor Moretti,   una schiera di sacerdoti ben strutturati, protagonisti, sia sul versante ecclesiale che su quello sociale che ha dato un’identità, sia alla chiesa, sia alla società civile salernitana”. Il giornalista Antonio Bottiglieri , già dirigente Rai e attuale Presidente della Scabec, ha ricordato di essere il figlio di uno dei fondatori della Democrazia Cristiana a Salerno, il compianto Girolamo Bottiglieri, e fratello di Corinna Bottiglieri che è stata una dirigente della Democrazia Cristiana, sia a livello nazionale che locale:” Ventitreenne mi iscrissi al PSIUP, il partito di Cecchino Cacciatore, perché ero e sono socialista. Ho sempre considerato però la Democrazia Cristiana un partito fatto da persone di grandissimo livello. Il libro scritto da Vittorio Salemme è una bellissima galleria di storie e di personalità. Molte delle vicende che lui racconta le conoscevo da vicino perché, pur dissentendo da quel partito, non si prescindeva da quel partito e dall’affetto per i mie familiari che erano democristiani e che testimoniavano una partecipazione e un impegno politico di alto livello”. Il dottor Bottiglieri ha chiarito quello che deve essere il ruolo del laico credente:” Sono convinto che il laico non deve trasferire la propria posizione religiosa in politica: la politica deve essere fatta in maniera più autonoma, con responsabilità di ciascuno. Ero e sono ideologicamente contrario a un partito che mettesse insieme i cattolici, pur non sottovalutando l’importanza di quello che nella storia d’Italia ha rappresentato la storia dei cattolici”.

Aniello Palumbo

 

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