Assolto l’ex sindaco di Cetara Secondo Squizzato nel processo sulla gestione dei rifiuti

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Una sentenza di assoluzione con formula piena ha posto la parola fine alla vicenda giudiziaria che aveva coinvolto nel 2012 il sindaco di Cetara dell’epoca, Secondo Squizzato, e il responsabile dell’ufficio Tecnico del comune, ing. Pietro Avallone. La prima sezione del Tribunale Penale di Salerno, presieduta dalla dottoressa Mariella Montefusco, il 6 luglio ha pronunciato la sentenza di assoluzione nei confronti dei due imputati, difesi dagli avvocati Gaspare Dalia e Paolo Troisi, ‘perché il fatto non sussiste’ per quattro capi di imputazione, ‘perché il fatto non costituisce reato’ per un altro capo di accusa. Da rilevare che il P.M., dott.ssa Elena Cosentino, aveva richiesto l’assoluzione degli imputati per intervenuta prescrizione per tre capi d’imputazione e perché il fatto non costituisce reato per altri due ma la difesa aveva insistito per un’assoluzione con formula più ampia. La vicenda, connessa alla gestione dei rifiuti e ad un contrastato rapporto con il Consorzio di Bacino Salerno 2, aveva destato molto clamore nel luglio 2012 con il sequestro di una porzione del piazzale dell’area portuale che accoglieva due container per la raccolta differenziata di carta e cartone e materiale ingombrante. Il provvedimento di rinvio a giudizio contestava agli indagati il reato di abuso di ufficio per l’interruzione del rapporto con il Consorzio e lo svolgimento in proprio da parte del comune del servizio di igiene urbana. Venne poi contestata l’emissione di un’ordinanza sindacale per la gestione del deposito temporaneo nella zona portuale, ipotizzando anche la violazione della normativa ambientale di riferimento.  “Non posso nascondere la mia grande soddisfazione per questo risultato – dichiara l’ex sindaco Squizzato – ho sempre avuto fiducia negli esiti del processo. Durante lo svolgersi del dibattimento abbiamo fatto tutto il possibile per evitare perdite di tempo: non ci interessava la prescrizione, ma volevamo pervenire ad una sentenza che giudicasse nel merito l’incredibile vicenda. In questi anni non mi sono dato pace perché trovavo profondamente ingiusto subire un processo solo per aver compiuto atti amministrativi per affrontare un problema spinoso come quello dei rifiuti in un contesto molto difficile all’epoca. Conservo però una grande amarezza per tutto quello che ho dovuto sopportare e ringrazio i tanti amici che non mi hanno fatto mai venire meno la loro fiducia e il sostegno. Ricordo che questa vicenda costituì l’elemento determinante che mi indusse a decidere la conclusione della mia attività amministrativa al termine del secondo mandato sindacale. Purtroppo non sono cessati tutti gli strascichi giudiziari della mia esperienza da primo cittadino: è da poco iniziato il processo sulla questione della depurazione in costiera e sono fiducioso che dimostrerò, anche in questo caso, la mia assoluta correttezza e il pieno rispetto delle leggi.”

 

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