Out of Bounds, bilancio positivo per l’edizione 2018.

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Ieri sera, giovedì 15 marzo, si è conclusa, con un bilancio positivo, “Out of Bounds 2018” la rassegna di teatro contemporaneo, ideata e diretta da Licia Amarante e Antonella Valitutti di L.A.A.V. Officina Teatrale, che per un mese ha presentato a Salerno spettacoli, laboratori e incontri con attori, registi, psicoterapeuti coinvolgendo su tematiche sociali soprattutto adolescenti e giovani. A chiudere la IV Edizione lo spettacolo di Teatro Danza “Euthalia – fiore che sboccia” di Viviane Cammarota, una performance di forte impatto emotivo sulla violenza subita dalle donne che ha registrato il tutto esaurito.

Al termine della rappresentazione è stato assegnato il premio #OOB2018 Osservatorio Giovanile allo spettacolo “Chiromantica – Ode telefonica agli abbandonati amori” di Mutamenti/Teatro Civico14 e Muricena Teatro diretto e interpretato da Roberto Solofria e Sergio Del Prete.  Durante la rassegna, infatti, un gruppo di studenti del Liceo Classico “Francesco De Sanctis” di Salerno (percorso di A.S.L.) e che hanno fatto richiesta di essere inclusi nell’osservatorio operativo permanente di OOB2018 ha “esaminato” la compagnia e lo spettacolo che meglio ha rappresentato i temi affrontati da Out of Bounds. Questa la motivazione che ha accompagnato il premio: “È uno spettacolo che colpisce e stravolge. Al contempo divertente e intenso.

È evidente uno studio drammaturgico profondo che emerge dalla perfetta strutturazione delle scene e dalla commistione omogenea di testi che diventano un nucleo unico e armonico. Il tutto prende forma in una scenografia di una essenzialità non essenziale, come fosse una semplicità superficiale che contiene una complessità densa e caotica (del tutto coerente ai personaggi presentati).

La Recitazione è stata impeccabile, fino alla perfezione: gli attori sono riusciti a rendere magistralmente le variazioni fisiche e vocali dei vari personaggi, con una sintonia reciproca e una capacità espressiva eccellenti. Hanno mostrato grande abilità nello sfruttare gli spazi scenici, i ritmi dialettici e la comicità”.

 

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