Neo, rassegna teatrale da sabato 16 al Teatro Grimaldi del Saint Joseph Resort.

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Sei spettacoli, ognuno con al centro un tema di attualità, in scena dal prossimo 16 novembre al 9 maggio 2020. Si chiama NEO ed è la rassegna teatrale ideata e organizzata dalla compagnia teatrale Le Ombre con la direzione artistica di Gianni D’Amato, in programma al Teatro Grimaldi, presso la nuova struttura del Saint Joseph Resort (ex colonia San Giuseppe). Si parte con l’opera di Luigi Pirandello “L’uomo, la bestia e la virtù”.

È una rassegna sui generis, NEO, tanto per i temi trattati quanto per il modo in cui sono pensate le serate. È un progetto che non vuole essere una semplice rassegna teatrale, ma un luogo di incontro e confronto. Ogni spettacolo, infatti, è un evento che non si esaurisce sulle tavole del palcoscenico. Non solo, grazie alla partnership de Il Salotto, c’è la possibilità di un aperitivo prima dello spettacolo, ma anche di un dibattito successivo. Uno scambio di idee anch’esso sui generis: niente attori sul palco e pubblico ancora spettatore, ma confronto in sala o in pizzeria mentre si è a cena con lo staff e le compagnie teatrali che di volta in volta si esibiranno. Del resto, i temi trattati ben si prestano alla riflessione: si inizia con il parlare dell’uomo e dell’umanità, della straordinaria e inquietante capacità di metamorfosare, della spersonalizzazione dell’individuo a cui è imposto un ruolo non suo. Al centro delle opere anche temi quali gli anni di piombo, la transessualità di chi vive in un corpo che non accetta, la donazione degli organi, la violenza sulle donne. «Il tutto con leggerezza – assicura il direttore artistico, Gianni D’Amato – Il NEO è piccolissimo e non ha intenzione di diventare grande, gli basta farsi guardare».

 

Tante le novità, dunque, inclusa la struttura del Teatro Grimaldi, che sono ben riassunte nel nome scelto per la rassegna. «Il Neo è un difetto della pelle, una macchia – spiega D’Amato – Eppure, la prima immagine di Neo che mi balza alla mente è il volto di Marylin Monroe, per molti la donna più bella del mondo anche perché il suo neo da difetto diventa particolare di bellezza. NEO – continua – è uno sguardo diverso al mondo e non semplicemente al teatro. Il teatro ha bisogno di novità, non è possibile pensarlo sempre alla stessa maniera». Da qui, il risvolto sociale della rassegna: «Non ci ergiamo a paladini del sociale – afferma D’Amato – ma crediamo fortemente che lo spettacolo abbia una responsabilità, come tutti gli artisti. Siamo chiamati, cioè, a parlare alle persone con dei mezzi inconsueti, emotivi».

Si parte il prossimo 16 novembre con una commedia di Luigi Pirandello, “L’uomo, la bestia e la virtù”. A metterla in scena sarà la compagnia Le Ombre con la regia di Gianni D’Amato, che è anche il protagonista della messinscena. «La scoperta più grande di tutte che ci consegna Pirandello in quest’opera – commenta D’Amato – è che l’uomo vive in un bivio tra virtù e bestialità, e in quelle bestie che lo accompagnano, nei meandri bui della sua coscienza, si nasconde egli stesso, come un costante guardarsi allo specchio e riconoscersi solo alla fine».

 

Si torna poi in scena l’11 gennaio con la compagnia I cani sciolti e l’opera di Roberto Nugnes “Bunker. Due brande, quattro mura e un caffè”, regia di Luca Pastore. Il 22 febbraio, invece, sarà la volta della Compagnia del calzino con “Bianca come i finocchi in insalata”, scritto e diretto da Silvia Marchetti. Il 14 marzo il sipario si aprirà sull’opera “Diviso due”, messa in scena, con il patrocinio dell’Aido, dalla compagnia Teatranti Tra Tanti, scritto e diretto da Alessandro Martorelli. Il 4 aprile in scena brani tratti da opere varie di Eduardo De Filippo condensate nello spettacolo, diretto da Antonello Ronga, “Nun m’ piace ‘o presepe”. La rassegna si chiude il 9 maggio 2020 con la compagnia teatrale Le Ombre e l’opera “Negli occhi di Eva”, uno spettacolo contro la violenza sulle donne scritto da Gianni D’Amato, Alice Ryuk, Caterina Mancuso e diretto da Gianni D’Amato.

 

Alla realizzazione della rassegna hanno lavorato, insieme al direttore artistico, Mariapia Corrado, Chiara D’Amato, Alfredo Cartone e Maria Scognamiglio.

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