Il Costruttore Solness, Umberto Orsini porta Ibsen al Teatro Verdi da sabato 2.

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Compagnia Orsini e Teatro Stabile dell’Umbria

presentano

UMBERTO ORSINI

è

IL COSTRUTTORE SOLNESS

da  Henrik Ibsen

uno spettacolo di Alessandro Serra

Hilde Lucia Lavia
Aline Renata Palminiello
Dottor Herald Pietro Micci
Kaja Chiara Degani
Ragnar Salvo Drago

e con

 nel ruolo di Knut Brovik Flavio Bonacci

regia, scene, costumi e luci
Alessandro Serra

 sezione GRANDE TEATRO
        
                   date di recupero dello spettacolo
                                sabato 2 marzo (ore 21)
                          domenica 3 marzo (ore 18.00)
                               lunedì 4 marzo (ore 21)     
                              martedì 5 marzo (ore 21)    

 

È da moltissimo tempo che nutro per “Solness” un interesse vivissimo.

Paradossalmente le ragioni di questa passione stanno nella consapevolezza delle difficoltà che questo capolavoro di Ibsen può creare a chi osasse metterlo in scena. È la storia di tanti assassinii. Giovani che uccidono i vecchi spingendoli ad essere giovani e vecchi che uccidono se stessi nel tentativo di raggiungere l’impossibile ardore giovanile.

Una storia segnata da una grande carica erotica e da uno spregiudicato esercizio del potere. Impossibile pensare di metterlo in scena senza aver trovato una giovane protagonista femminile e un regista sensibile e visionario. Sono certo di averli trovati in Lucia Lavia e in Alessandro Serra ed è questo che mi spinge con fiducia verso questa nuova affascinante avventura nella speranza di offrire al pubblico, che in questi anni riscopre la potenza espressiva del mondo di Ibsen, un tassello quasi dimenticato della sua genialità.

Umberto Orsini

 

Solness è un grande costruttore che edifica la propria fortuna sulle ceneri della casa
di famiglia della moglie, derubandola di ogni possibile felicità futura.

Solness è terrorizzato dai giovani, che picchiano alla porta e chiedono ai vecchi di farsi da parte. Ma la giovane Hilde non si preoccupa di bussare, decide di fare irruzione con una carica erotica e una energia dirompente. È tornata per rivendicare il suo regno di Principessa. Quel castello in aria che il grande costruttore le promise dieci anni prima.

Solness si nutre della vita delle donne che lo circondano, ma quest’ultima gli sarà fatale
e lo accompagnerà, amandolo, fino al bordo del precipizio.

Se Solness è un costruttore, Ibsen è un perfetto architetto in grado di edificare una casa dall’aspetto perfettamente borghese e ordinario, nelle cui intercapedini si celano principesse dimenticate, demoni e assistenti magici al servizio del padrone. Il giorno del giudizio sotteso in tutta l’opera di Ibsen trova esplicita dichiarazione finale nel momento in cui, al culmine di tre atti in costante tensione, si arriverà alla sentenza finale. Una condanna inesorabile che sarà lo stesso Solness ad emettere contro se stesso, senza pietà. Solness soffre di vertigini, è già salito su una torre superando in un delirio di onnipotenza la paura del vuoto fino ad arrivare a dare del tu a Dio, minacciandolo di non costruire mai più chiese per lui. Ma dopo dieci anni il senso di colpa nei confronti della moglie e la paura di dover cedere il posto ai giovani lo indeboliranno e, quando Hilde lo condurrà nuovamente in cima a una sua opera, si accorgerà che ciò che ha realizzato come uomo
e come artista è troppo fragile per sostenere il peso della perduta felicità.

                                                                                                                            Alessandro Serra

Produzione Compagnia Orsini e Teatro Stabile dell’Umbria

Spettacolo che si colloca nella rete artistica
“PROGETTO IBSEN – I pilastri della drammaturgia contemporanea”
A cui aderiscono:
Teatro di Roma, Teatro della Toscana, Teatro Stabile di Napoli, Teatro Stabile di Genova, Teatro Stabile dell’Umbria e Compagnia Orsini
Con i titoli
“Un Nemico del Popolo – John Gabriel Borkman – Costruttore Solness”

1 COMMENTO

  1. Bellissimo dramma di Ibsen con tutti i problemi della coppia e della donna soprattutto nel rapporto a due che molte volte le va “stretto”. Orsini bravissimo in questa parte che corrisponde in pieno al suo attuale momentostorico .Il tragico finale lo vedo come un epilogo glorioso del costruttore che non vuol vivere fino all’ultimo la propria vecchiaia né farla vivere agli altri!

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