Tecnologia e medicina : scende in campo il Lokomat presso il Renzullo Centro di Riabilitazione di Sarno.

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Quanti passi avanti abbia fatto registrare la tecnologia in campo medico è ormai verità conclamata al pari dell’impegno profuso e dell’attenzione al processo di innovazione perseguito dal Renzullo Centro di Riabilitazione in Sarno.

Il viaggio all’interno della rinomata struttura riabilitativa campana, operante dal 1989 in funzione di polo sanitario in grado di proporre un modello riabilitativo all’avanguardia al netto di una vasta gamma di servizi offerti al paziente, non può che iniziare dall’Area Robotica, autentico fiore all’occhiello del Centro.

Gli investimenti nelle risorse della robotica e nell’uso della tecnologia in fase riabilitativa hanno ampliato nel tempo il parco strumenti magistralmente adoperato da una equipe aggiornata e competente; tali strumenti di nuova generazione consentono a pazienti costretti in carrozzina ed impossibilitati a compiere movimenti naturali, in primis, di conquistare una migliore qualità della vita, rendendo possibile l’acquisizione della posizione verticale nonché la simulazione di situazioni di vita reale.

Evidenti, di riflesso, i benefici derivanti tanto dal punto di vista fisico quanto psicologico, in ossequio alla massima di Anthony Robbins (“Fissare degli obiettivi è il primo passo per trasformare l’invisibile nel visibile”) che campeggia sulla parete di un’area nella quale il binomio forza di volontà – determinazione funge da conditio sine qua non di un percorso emozionante e tutto da vivere.

 

Il Lokomat

Il primo strumento preso in rassegna in questo viaggio all’interno dell’attrezzatissima Area Robotica del Renzullo Centro di Riabilitazione in Sarno è il LOKOMAT. Definito tecnicamente come un’ortesi elettrica di deambulazione controllata da computer, esplica il proprio funzionamento attraverso una vera e propria camminata su un tapis roulant. Le gambe del paziente, infilate in uno scheletro meccanico, producono dunque un movimento che il software computerizzato (perno della medesima tecnologia) simula in 3D come una passeggiata all’aria aperta.

Tale esoscheletro robotizzato – apparecchiatura sofisticata ed esemplare unico per le proprie specificità – rappresenta una risorsa preziosa per i pazienti con problemi di tipo neurologico (ictus), con lesioni midollari incomplete o vittime di patologie diffuse quali morbo di Parkinson e sclerosi multipla. La tecnologia ad esso legata, inoltre, non si limita a facilitare i movimenti dell’atto deambulatorio, ma monitora anche i parametri antropometrici così da valutare al meglio i progressi del paziente nonché modificare e/o personalizzare l’iter riabilitativo.

Ad una prima fase di lavoro certosino sulla consueta problematica della rigidità che contraddistingue le patologie in opposizione alle quali il Lokomat offre il suo contributo, segue un momento dedicato allo “scarico” attraverso cui si concretizza il contatto con la superficie d’appoggio. Un percorso continuativo di efficienza rieducativa che, come detto, apporta notevoli benefici anche sulla psiche del paziente, desideroso di riconquistare equilibrio interiore ed identità individuale.

 

Per info sul Renzullo Centro Riabilitazioni e per il tour virtuale dell’Area Robotica:

www.renzulloriabilitazione.com

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