I dati ARPAC relativi all’incendio di “Sele Ambiente”: la nota dei Centristi di Battipaglia

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In merito al recente incendio occorso allo stabilimento di Sele Ambiente di Battipaglia numerosi sono stati gli interventi tecnici e politici degli ultimi giorni.

Di pochi minuti fa la nota dei Centristi per l’Italia, per il Coordinamento di Battipaglia che così commentano la vicenda.

“Sappiamo bene che bruciare i rifiuti, soprattutto la plastica, produce inquinanti altamente tossici come le diossine e gli idrocarburi policiclici aromatici, molecole tossiche per l’uomo, gli animali, l’ambiente in generale. Si tratta, infatti, di sostanze persistenti che si dilavano nel terreno, legandosi al materiale organico presente e si degradano molto lentamente, nell’arco di anni, avendo, inoltre, la spiacevole caratteristica di bio-accumularsi, ovvero si accumulano nella catena alimentare, principalmente nel tessuto adiposo degli animali.

L’incendio in questione è stato attivo a lungo emettendo sostanze inquinanti, come da relazione ARPAC:

(…)“L’incendio è stato prontamente circoscritto dai Vigili del Fuoco intervenuti con diverse squadre, ma le fiamme sono state attive per circa 48 ore e poi definitivamente spente con utilizzo di terreno trasportato da numerosi camion”(…)

Per quanto sopra premesso, ed in virtù del fatto che i campionamenti sono, ad oggi, riferiti ad un ridotto arco temporale, facendoci portavoce della popolazione sia di Battipaglia sia delle zone limitrofe, chiediamo all’Amministrazione di fornire ai cittadini informazioni dettagliate su come è strutturato il protocollo del piano di monitoraggio a medio/lungo termine eventualmente concordato con ARPAC e con L’Istituto Sperimentale di Zooprofilassi.”

E ancora, prosegue il coordinatore, “Non si può, infatti, non considerare, come rilevato dagli stessi risultati emessi dall’ARPAC, il superamento, ad esempio, del BENZO(a)ANTRACENE che è di ng/mc 14 (valore limite ng/mc 1), o del contenuto di PM10 pari a 66 μg/mc (valore limite 50), o di nichel pari a 85 ng/mc (valore limite 20), valori poi abbassatisi nei giorni successivi, ma indicatori del fatto che le emissioni hanno ampiamente superato i valori limite disperdendo sostanze altamente inquinanti nell’atmosfera e sul territorio.

Si rammenta che tali sostanze sono classificate come cancerogene di categoria 1 dalla C.E.

D’altro canto anche l’ARPAC nella relazione accompagnatoria alle analisi prescrive che:

(…)“Il comune di Battipaglia dovrà avviare tutte le procedure utili a scongiurare modifiche delle matrici ambientali e dovrà avviare procedure di carattere igienico sanitario, attivando se possibile un controllo straordinario sul sito in questione.” (…)

Ci permettiamo di suggerire come tali procedure debbano essere attivate sull’intero territorio comunale, eventualmente adottando protocolli d’intesa con i comuni limitrofi per una indagine a più ampio raggio.

Sarebbe anche opportuno che il Comune di Battipaglia, di concerto con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, avviasse una campagna di controllo delle attività che, ai sensi della vigente Normativa, possono incorrere in incidenti simili a quello occorso, al fine di verificare ed eventualmente far integrare gli opportuni sistemi di controllo e gestione del rischio incendi.

Ricordiamo come solo la trasparenza verso i cittadini e la consapevolezza sia delle problematiche sia delle soluzioni intraprese, rappresentino gli assi fondanti di un buon rapporto di ogni amministrazione con i propri cittadini, utile a prevenire anche ogni ulteriore allarmismo e strumentalizzazione delle problematiche.”

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