Fibrillazione atriale: è italiana la nuova tecnica chirurgica che aumenta le probabilità di guarigione.

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È l’evento più importante, in cui vengono presentate e discusse le nuove procedure per trattare  la fibrillazione atriale e le patologie delle valvole mitralica e tricuspidalica. Quest’anno, proprio al prestigioso MICS 2018 – The Mitral Conferences, il congresso biennale della Mitral Academy che si tiene a Roma presso l’Università Pontificia Urbaniana, l’8 e 9 Giugno, il dottor Giuseppe De Martino, aritmologo e direttore del gruppo di Aritmologi Servisan di Salerno,  il dottor Giuseppe Nasso, cardiochirurgo e direttore della Cardiochirurgia del Anthea Hospital di Bari e il professor Giuseppe Speziale, direttore del Dipartimento di Cardiochirurgia del gruppo italiano GVM Care & Research, presentano i risultati della loro tecnica innovativa di ablazione ibrida nei pazienti con fibrillazione atriale.

Fibrillazione atriale: la rivoluzione della cura 

Partendo dalla scoperta di nuove zone del cuore in cui si nascondono alcune delle cellule impazzite che causano la fibrillazione atriale, il dottor Giuseppe De Martino e il dottor Giuseppe Nasso sono riusciti a ripristinare il ritmo sinusale nel 96% dei pazienti affetti da fibrillazione atriale e precedentemente trattati, senza risultati, con tecnica classica. «Grazie a una equipe intraoperatoria che prevede aritmologo e cardiochirurgo insieme – spiega il dottor Giuseppe De Martino – siamo riusciti a ottenere risultati sorprendenti su pazienti affetti da fibrillazione atriale già sottoposti a molteplici ablazioni transcatetere senza risultati. Perfezionando la tecnica dell’ablazione ibrida, sviluppando uno schema innovativo che ha previsto il raggiungimento di nuovi target anatomici mai aggrediti in precedenza e situati in prossimità delle due “Auricole cardiache”, ovvero due cavità che si trovano negli atri del cuore, sono state effettuate ablazioni sia sul versante esterno che interno degli atri, riuscendo a interrompere la fibrillazione atriale e ripristinare il ritmo sinusale nel 96% dei pazienti trattati. Un risultato sorprendente e mai raggiunto in precedenza, considerato che la tecnica tradizionale, che prevede la sola ablazione transcatetere, ha una percentuale di successo media del 60-70%».

«La Fibrillazione atriale – spiega il dottor Nasso – è una sorta di “epidemia” poiché in forte crescita nelle popolazioni occidentali. La sua prevalenza infatti aumenta con l’invecchiare della popolazione. Basti pensare che, dopo i 65 anni, 1 persona su 10 sarà affetta da fibrillazione. Se poi consideriamo che la fibrillazione atriale è  fra le principali cause di ictus cerebrale, si può facilmente capire quanto questa malattia rappresenti un problema sanitario e sociale  importante. La forma di fibrillazione atriale più frequente nella popolazione è quella cosiddetta “persistente long-standing”, ossia quella di lunga durata. Ad oggi, le cure farmacologiche e chirurgiche/ablative avevano dato risultati deludenti nei pazienti con questo tipo di fibrillazione. Il nostro pionieristico lavoro – conclude il cardiochirurgo – rappresenta un passo in avanti determinante per la cura della fibrillazione e la prevenzione delle sue catastrofiche conseguenze. Avere una terapia finalmente così efficace potrebbe consentirci di contrastare in modo più deciso questa malattia tanto diffusa e invalidante».

L’innovazione dell’ablazione ibrida

È definita ibrida poiché prevede il contemporaneo utilizzo di due tecniche ablative: l’ablazione trancatetere che attraverso una puntura della vena femorale consente di bruciare e ripulire cellule impazzite dal versante interno del cuore, e l’ablazione epicardica, diretta alla superficie esterna del cuore. L’ablazione ibrida è indicata in pazienti affetti da fibrillazione atriale già sottoposti all’ablazione tradizionale transcatetere senza successo o che presentano una fibrillazione atriale “persistent-longstanding”, cioè una fibrillazione atriale che si protrae da mesi o anni.

Il MICS 2018 – The Mitral Conferences

Il MICS 2018 – The Mitral Conferences è il congresso biennale organizzato dalla Mitral Academy, associazione con sede in Italia, raccoglie i maggiori esperti mondiali di cardiochirurgia ed è  nata con l’intento di promuovere la cultura della valvola mitrale e favorire il confronto e l’aggiornamento dei professionisti.

Le presentazioni meritevoli verranno pubblicate in giornali indicizzati nel world of science. Maggiori informazioni e il programma completo dell’evento sono reperibili sul sito ufficiale www.mics2018.it.

 

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