SEGNI DELLA SCRITTURA DEL NOVECENTO L’ERMETISMO SPIRITUALE DI QUASIMODO (parte ottava)

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cop lineam lett critica“L’oscuro sortilegio della terra/dove anche tra le tombe di macerie/ l’erba maligna solleva il suo fiore” (Da Giorno dopo giorno). Si contano altre raccolte di poesie: La vita non è sogno (1949); Il falso e vero verde (1955); La terra impareggiabile (1958); Dare e avere
(1960). Straordinaria anche la sua instancabile opera di traduttore di autori antichi e moderni.
CASSOLA E LA RAGAZZA DI BUBE
Questo romanzo di Carlo Cassola, narratore romano, lascia improvvisamente gli schemi orientativi, prima seguiti dall’autore in molti racconti, dove i fatti diventano realtà assoluta ed essenziale, in assonanza con una prosa asciutta, senza colorazione letteraria, dove sono evidenti i retaggi della poetica ermetica e del bozzetto toscano, suffragati dal modello Joyciano di Dubliners.
Quasi in tutta la produzione di Carlo Cassola, troviamo quel sentimento tipico del primo Novecento che indica il flusso ininterrotto della coscienza che non va alla ricerca di se stessa, ma si configura nello scorrere casuale e pur oggettivo della stessa vita, che è dentro e fuori di quello sfascio interiore, che tanto bene fu rappresentato da Italo Svevo ne La coscienza di Zeno.
I suoi racconti spesso sono brevi e disegnano oggetti, segni, gesti, senza premeditazione intellettuale, senza motivazioni o giudizi, né considerazione alcuna.
Secondo Barberi Squarotti «il rapporto di Cassola con la realtà si configura come l’operazione di ritagliarne sezioni, momenti, blocchi dal suo fluire ininterrotto, che contengono in sé il senso dell’inconclusione, della non necessità, della continuità, che sono le caratteristiche essenziali che lo scrittore le riconosce, dandole con la più perfetta oggettività (in cui sono compresi gesti, tempo, spazio, sentimenti, vita, morte, problemi, incontri, parole, cose, tutti allo stesso piano senza gerarchie di importanza o di decisioni, con un esito di oggettiva precisione”.
Ne consegue che tanto più qualificante è la rappresentazione, quanto più spoglio e nitido è l’oggetto proiettato sul video della mente, senza ottenere rilievi affettivi, sentimentali, ambientali.
(Continua…)

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