Desiderio infinito! Capitolo 13 (Parte seconda)

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«Niente, proprio niente… Non precipitare le cose. Io non credo di amare Adriano, tuttavia in quel momento… l’ho desiderato. Per questo mi sento colpevole».
Emily tirò un profondo sospiro e disse: «Valeria, io non ti ho mai raccontato un episodio, di cui sono stata squallida protagonista. Ora lo farò, per darti il coraggio di non vergognarti. Almeno tu l’hai desiderato in quel momento, ne hai goduto, anche se poi ti sei pentita, e non riesco a capire il perché. Interroga bene te stessa e se pensi che questo medico ti può fare felice, non ti tirare indietro. La vita è già così cattiva, a volte! Marco non è un cretino; capirà da sé piano piano. Oppure fa’ un bel coraggio e diglielo tu personalmente, addolcendogli un poco la pillola».
«Emily» – rispose Valeria – «Forse non riesco ad esprimermi bene. Mi sento in uno stato confusionale: l’uomo che ho amato con tutta l’anima mi respinge e mi umilia. L’altro dice di amarmi e, forse, è vero.., ma io non potrei mai amarlo».
«E perché mai?» – rispose Emily, facendo a sua volta una domanda.
«Perché, perché so che non è giusto; non me la sento; non desidero neanche rivedere Adriano».
«Santo cielo, quante difficoltà! Che psicologia! Si dice così?».
«Non scherzare, Emily, piuttosto tu non mi volevi parlare di te, di quell’episodio occorsoti?»
«Già» – rispose Emily – «Ascoltami e poi dimmi al mio posto che avresti fatto».
E di seguito le raccontò la tremenda avventura vissuta nella fosca temperie dello studio di Fabrizi.
Al racconto dell’amica, Valeria fremeva di sdegno incontenuto:
si passava nervosamente le mani nei capelli, stringeva i pugni, alla fine disse con voce irriconoscibile:
«Perché non mi hai mai detto niente? Anche questo ti doveva capitare per colpa mia? Io non porto fortuna a nessuno. Dio, fammi morire!».
Emily rimase spaventata dalla reazione che avevano scatenato in Valeria le sue parole, dette con uno sforzo visibile, perché riportavano alla mente ricordi così avvilenti e degradanti da non poterli ancora sopportare.
«Hai detto niente di questo, a John?» – chiese Valeria.
(Continua…)

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