Desiderio infinito! Capitolo 12 (Parte settima)

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Non abbiamo ucciso noi Marco… E’ lui che si è ucciso con le sue mani ed ha rovinato la vita di quella testa dura di Valeria.
Io volevo amarla sinceramente, con tutta l’anima, assicurare un avvenire al bimbo, amarlo come un figlio… Ma, no! Valeria preferisce fare la parte della vittima reietta, della mendicante che non chiede altro, all’uomo che l’ha sedotta e abbandonata, che un sorriso, una carezza fuggevole, il permesso di fargli da infermiera.
Quell’uomo è un verme! Giuro che glielo dirò quando sarà qui. Glielo dirò e poi me ne andrò via da questa Napoli così amata e così detestata, per questo amore infelice che mi fa provare avversione per tutto e tutti.
Metteremo la corona dell’eroe, l’aureola del santo sulla testa di quel farabutto; gli getteremo Valeria ai piedi, il bimbo fra le braccia ed intoneremo l’inno nazionale! Puah! Giuraddio che quando lo vedrà gli sputerò sulla faccia, dovesse costarmi la carriera! E Valeria la lascerò bruciare nel suo inferno e, se col tempo, dovesse chiamarmi a sé pentita, la respingerei; com’è vero che l’amo! Imparerò a disprezzare il suo inutile sacrificio. Intanto ella amerà Marco platonicamente… Che buffonata!
Prima o dopo, ricadrà tra le braccia di un uomo vivo, che la farà torcere dal desiderio, ma non troverà più Adriano!».
Pensando queste ed altre cose, egli cercava di smaltire il suo malumore, che gli gonfiava il petto, simile ad una rabbia impotente.
(Continua…)

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