Pollica, figlio di Vassallo durissimo contro Pd ed Alfieri: cancellino il nome di mio padre.

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Nessuna reazione finora da parte del Pd al post scritto da Antonio Vassallo, figlio del sindaco dem di Pollica ucciso con nove colpi di pistola nel 2010, contro la scelta del partito di candidare alle politiche Franco Alfieri, ex sindaco di Agropoli e capostaff del governatore De Luca.

Con parole durissime, Vassallo junior ha chiesto al Pd di cambiare il nome delle sedi di partito intitolate al padre: il suo j’accuse contro la candidatura di Alfieri non ha ricevuto finora alcuna reazione dal partito, spiega Vassallo all’Ansa.

“Non hanno risposto perché non ci sono giustificazioni da poter dare”, commenta. Il post del figlio del ‘sindaco pescatore’, il cui omicidio non ha ancora colpevoli (voci insistenti parlano di una possibile archiviazione delle indagini), ha raccolto finora centinaia di condivisioni e commenti solidali su Facebook. “Mi fa piacere che tanti condividano il mio pensiero”, dice l’interessato. (ANSA)

Qui sotto il post di Antonio Vassallo sulla sua pagina Facebook:

Nei giorni scorsi è stata confermata la candidatura alla Camera di Francesco Alfieri.
Quest’ultimo ex consigliere provinciale con delega ai lavori pubblici, fu coinvolto nel processo “ghost roads”, una vicenda che risale al 2008 quando furono stanziati 615 mila euro per la realizzazione di una strada che doveva servire al collegamento di due comuni cilentani: Pollica e Casalvelino.

In quel periodo, mio padre, consigliere provinciale e sindaco del comune di Pollica, si accorse che se pur le ditte venivano pagate, i lavori erano sempre allo stato di partenza, al punto da far partire delle segnalazioni al Presidente della provincia Villani ed allo stesso Alfieri, i quali, però, non fornirono mai spiegazioni in merito .

Nonostante ciò, le richieste da parte di mio padre continuarono a susseguirsi, fino al cambio di guardia che nominò una commissione di esperti, la quale dichiarò che le opere previste non furono mai effettivamente realizzate.

Il 16 luglio 2010, il nuovo assessore ai lavori pubblici inviò gli atti in procura e dopo sei giorni mio padre fu ascoltato dai giudici . Ma fu l’ultimo contributo che potette dare alle indagini, poiché la sera del 5 settembre 2010 fu ucciso.

Nel corso degli anni, le indagini proseguirono anche in correlazione all’omicidio di mio padre ed Alfieri, inquisito, non potette candidarsi nel 2015 alle regionali campane. Egli sostenne la campagna elettorale di Vincenzo De Luca, che fu eletto governatore e tuttavia lo nominò assessore alla pesca ed all’agricoltura.

Nel settembre 2015, a causa del nostro sistema giudiziario, le indagini “ ghost roads “andarono in prescrizione.

Qualche mese fa, giornali locali preannunciarono la possibilità di una candidatura di Alfieri come esponente PD alla camera dei deputati, supportata vivamente dalla segreteria regionale pd e dal governatore della Campania Vincenzo De Luca.

Sempre più indignati dall’ ascesa al potere di un personaggio discutibile come il succitato e del tutto in disaccordo con la possibilità che egli possa diventare un rappresentante e tutore del nostro territorio, noi familiari ci sentiamo sempre più distanti dalle scelte di questo partito e attraverso questo post chiedo a nome della mia famiglia, di non associare più il nome di mio padre al partito, cambiando gentilmente anche la denominazione dei circoli a lui dedicati con l’augurio che la memoria non venga solo affissa ma praticata tutti i giorni, in maniera tale che possa non ridursi ad un ‘inutile nostalgia.

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