Valle Dell'Irno, la centralina di Fratte diventa permanente. La soddisfazione del Comitato Salute e Vita: la Regione ha mantenuto le promesse.

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centralina arpacdal Comitato Salute e Vita riceviamo e pubblichiamo:

Dopo l’incontro di qualche mese fa, presso la sede della Regione Campania, tra il comitato salute e vita e il presidente stefano caldoro, l’assessore all’ambiente Giovanni Romano e il Commissario Strardinario dell’Arpac, Pietro Vasaturo, la Regione Campania mantiene di nuovo le promesse. dopo il tavolo di monitoraggio ambientale della Valle dell’Irno, viene trasformata la Centralina di Fratte SA23 da periferica a permanente, in grado cioe’ di rilevare da oggi anche le polveri sottili (pm10 e pm2.5) fornendo alla Valle dell’Irno un altro importante strumento di monitoraggio.

Il Comitato Salute e Vita esprime grande soddisfazione, in quanto ha appreso dall’Arpac che, come promesso nell’incontro tenutosi alla Regione Campania con il Presidente Caldoro e l’Assessore all’Ambiente Romano ed il Commissario Vasaturo, la Centralina Arpac Sa23 di Fratte, a partire da oggi è stata attrezzata per essere una centralina che rilevi anche il Pm10 e Pm2.5, ovvero le polveri sottili. Si fornisce così un altro importante strumento di monitoraggio per garantire la salute dei cittadini della Valle Dell’Irno, comprendente le tre comunità di Salerno, Baronissi e Pellezzano. Tale centralina è stata attrezzata a costo zero utilizzando strumentazioni già in possesso dell’Arpac ottenute da altri progetti e adattati per trasformare la centralina e renderla a tutti gli effetti uguale a quelle di via Vernieri e di Pastena.

Nel ringraziare di cuore il Presidente Caldoro, l’Assessore Romano ed il Commissario Vasaturo per il mantenimento degli impegni presi, ribadiamo che Il Comitato Salute e Vita continua il suo percorso a tutela della Vita, della Salute e del Lavoro, proseguendo con impegno la sua mission, augurandosi che tutte le Istituzioni vogliano impegnarsi attivamente per garantire una risoluzione in tempi brevi della problematica, contribuendo in concreto con scelte e con impegno alla delocalizzazione delle attività industriali presenti nella valle dell’Irno ed incompatibili con il territorio.

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