Successo per Greg & The Frigidaires a Marina di Camerota.

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Intervista all’artista Claudio Gregori, in arte “Greg” e a Kari Rummukainen per il concerto tenuto a Marina di Camerota  a fine luglio per l’Isola Camp 2016.

Si è tenuto il concerto esplosivo di Greg and the Frigidaires qui a Marina di Camerota per la rassegna dell’ Isola Camp edizione 2016, evento che propone ogni anno una intera settimana di stage con insegnanti di musica, danza, arti visive e con il sempre crescente numero di concerti serali.

L’ideatore dell’Isola Camp Kari Rummukainen intervista Greg a fine concerto, con il clamore del pubblico fuori dai camerini, ancora entusiasta per il caloroso concerto appena tenutosi sul palco, sempre più ambito, del Villaggio Camping dell’Isola in collaborazione con Negroni Cocktail Bar.

Kari: “Greg, il genere dei Frigidaires non è propriamente recente ma pesca in un passato ricco che forse è più attuale della musica contemporanea. Parlaci di questa scelta.”

Greg:” Mi sono appassionato del rock and roll nel 1977 con il film American Graffiti che è proprio uno spaccato del passaggio che c’è stato tra il rock “n” roll e la musica degli anni 60. Il film descrive la parabola finale dell’high school prima di arrivare al college, dopo la spensieratezza diventare adulti… mi è piaciuto molto quel film e mi è piaciuta la colonna sonora dove c’è anche molto “doo wop” che è quella frangia del rock “n” roll con le armonie vocali e oltretutto è una parte del rock “n” roll dove c’è una forte predominanza degli italo-americani: la matrice italiana, la melodia, si sente molto. Questo amore per il genere è lo stesso di Luca [Luca Mainardi, una delle 4 voci del progetto Frigidaires] che ha voluto creare questa band con me. Poi abbiamo chiamato Alessandro [ Alessandro Meozzi, chitarrista del gruppo] che é un appassionato delle armonie vocali, dei Beach Boys… è più appassionato degli anni 60 che del rock “n” roll.

Gli altri tre elementi, il sassofonista, il batterista e il bassista, Olimpio [Olimpio Riccardi], Giovanni [ Giovanni Campanella ] e Giulio [ Giulio Scarpato ] invece vengono dal jazz. Quello che facciamo è alla nostra maniera, non facciamo assolutamente una fotocopia, è quasi garage. Si sentono le influenze jazz però fatte in maniera sporca, e ci diverte! Lo affrontiamo come se fosse una musica attuale, dai testi all’idea degli arrangiamenti ci approcciamo come se fosse musica di oggi, dal nostro punto di vista.”

Kari: “Tutto questo amore e questa cura per gli arrangiamenti e, in particolar modo, per gli arrangiamenti vocali sottolineano un’assordante assenza nel mercato discografico attuale. I talent e i programmi musical-televisivi odierni sembrano non voler valorizzare questa ricchezza e rimangono centrati a quello che io chiamo “solismo”, ovvero il protagonismo fine a se stesso. Ti chiedo cosa ne pensi a riguardo perché con l’associazione culturale e scuola di musica L’Isola dell’Arte [promotrice del concerto di Greg con IDA Agency] abbiamo l’onore di avere tra i nostri insegnanti Olimpio Riccardi che come ci hai detto è il sassofonista della tua band e, ovviamente, siamo molto sensibili alle tematiche di valorizzazione artistica e di didattica.

Greg:”All’Italiano medio, purtroppo, non gliene frega nulla della musica! L’affronta solamente per moda. C’è stato negli anni 90 un momento roseo con i Neri Per Caso e altri gruppi ma solamente per moda… Ogni tanto qualcuno vuole portare avanti la bandiera della musica italiana, di riappropriarsene… ma la musica italiana non esiste più, si è interrotta alla fine degli anni 20, quando è incominciato ad arrivare il jazz dall’America. L’orchestra di Consolini, Pippo Barzizza, Johnny Clamer… Hanno cominciato tutti a fare jazz, poi c’è stata la parentesi della guerra, poi è arrivato lo swing, poi il rock “n” roll, poi c’è stata l’invasione britannica con il bit e via dicendo… poi sempre da oltreoceano è arrivato il folk… L’italianità della musica non c’è più stata. Qualcuno ha continuato a cercarla, da Claudio Villa a Nilla Pizzi… Riscoprirla adesso è impossibile.

Anche il cantautorato degli anni 60 era tutto ispirato dalla westcoast americana. Non è possibile riscoprirla adesso se non a tavolino, un po’ come tutta la riscoperta della Taranta e della Pizzica.

Kari: “Non è spontanea.”

Greg:”Non è spontanea affatto. In più c’è l’aggravante dei talent-show. Io conosco molte sale prova, molti amici che frequentano o hanno sale prova e mi dicono che i ragazzi, gli adolescenti non le utilizzano più. Sono frequentate da adulti che provano per hobby oppure mi dicono che i Filippini suonino parecchio. I talent show generano dei Frankenstein che durano poco. L’attività di cantina che è poi la gavetta, è importante. Un gruppo come i Beatles se avessero fatto un talent negli anni 60 magari lo avrebbero anche vinto ma non avrebbero avuto la possibilità di sedimentare le loro conoscenze e sarebbero durati solo un paio di anni. “

Kari: “Tornando al tuo gruppo so che sta per uscire il disco e ho anche visto in anteprima la bozza della copertina: assurda e fantastica!

Greg:[ridendo]”Molte cose che facciamo non hanno un significato. Come il fatto che normalmente suoniamo vestiti da “Un Giorno Di Ordinaria Follia” [Al concerto invece si sono presentati sul palco con toghe, mutande e calzini] ma non c’è un significato specifico.

Kari: “Qualche anticipazione sui brani del disco?”

Greg:”Tranne 2 cover: una è “Una Carezza In Un Pugno di Gino Santercole, portata al successo da Adriano Celentano che abbiamo riarrangiato in maniera Doo Wop e il trittico di “Spigola Al Sale”, ci saranno brani scritti da me e Alessandro Meozzi sempre nello stile Doo Wop ma senza paraocchi. Sappiamo che viviamo nel 2016, con tutte le influenze dei nostri ascolti e del nostro stile spesso e volentieri poco ortodosso. Sono tutti brani in italiano.

Kari: “Parlando di influenze è importante anche lo scenario dove si suona per il rito di celebrazione e di condivisione della musica tra chi la fa ovvero i musicisti e chi la ascolta, ovvero il pubblico, che è poi il senso del concerto e so che sei rimasto piacevolmente colpito anche mentre suonavi stasera, con il fantastico panorama cilentano che si vede dal palco della terrazza del Villaggio Camping dell’Isola che ci ha ospitato sia per il live che per la settimana della rassegna Isola Camp; Approfittiamo per salutare e ringraziare lo staff del villaggio dell’isola, la famiglia Volpe, i fonici, Gerardo Cusati,(negroni) per questa interessante e gradita intervista.

Greg:”Un saluto a tutti!”

Kari: “Grazie a Greg and the Frigidaires e vi aspettiamo per l’edizione del 2017.

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