San Matteo, Cammarota: fatti gravissimi, Salerno non scelga Barabba.

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san matteo 2014dall’ Avv. Antonio Cammarota, Consigliere Comunale e Provinciale, riceviamo e pubblichiamo.

I gravissimi fatti della processione di ieri hanno offeso Salerno e impongono azioni concrete, senza indugio e senza ambiguità.

Il popolo diviso per le pur discutibili scelte del Vescovo, la decisione di non far sparare i fuochi, la chiusura delle scale di Palazzo di Città per un pericolo di cui mai nessuno si era accorto ma poi riaperte di domenica sera, i portatori che avevano addirittura rifiutato di farsi identificare e che hanno tenuto in ostaggio le Statue dei Santi, l’offesa dei fischi al momento della preghiera, sono fatti che hanno mortificato la città, quella vera, della gente libera e perbene, credente o meno, che non accetta ricatti, ripicche, bestemmie, che si indigna di fronte a questa vergogna collettiva.

I Santi non si inchinano a nessuno, e Salerno non scelga Barabba.

Occorre, tutti, fare un passo indietro e ritrovare il dialogo per rimarginare una lacerazione mai così profonda che ha urtato la sensibilità di una intera comunità, ad un tempo facendo chiarezza su ogni cosa, e in ogni sede, innanzitutto quella istituzionale.

Pertanto, con il presente atto è :

– interpellanza al Sindaco
se intenda adottare iniziative politiche e istituzionali su quanto accaduto e quali esse siano,
nonchè se intenda costituirsi parte civile in caso di procedimento penale per gli eventuali atti che nei fatti di ieri costituiscano reato, come affermato dagli organi di informazione;

– interrogazione a risposta scritta al Sindaco
sul perché della chiusura delle scale dell’entrata di Palazzo di Città e perché invece erano aperte il 21 di domenica sera;

– istanza al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale
di porre, all’odg del prossimo Consiglio Comunale già fissato per il 29 Settembre 2014, la vicenda che riguarda l’intera città di Salerno, e per cui è invito Consiglieri Comunali che lo vorranno a sottoscriverne, anche per l’inserimento obbligato in caso di non accoglimento.

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