Rischi epidemie per i topi sul lungomare di Salerno, l’allarme del Codacons.

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Il decoro forse non è necessario, l’igiene sì; ma una città che si definisce “europea” dovrebbe avere decoro oltre che igiene: ciò non accade a Salerno. Gli standard minimi di igiene impongono a qualsiasi tra le più comuni città di non permettere che i ratti che infestano il sistema fognario possano passeggiare sul Lungomare imbrattando le sedute e le panchine, sotto lo sguardo esterrefatto di adulti e la curiosità dei bambini.

Salerno, invece, è tristemente abituata alla presenza di questi roditori: sui social network impazzano spesso foto di simili avvistamenti. Per questo motivo, il Codacons, attraverso l’avvocato Matteo Marchetti, dice basta e domanda all’amministrazione comunale di voler attuare i necessari provvedimenti di bonifica. Proprio a questo fine, posto l’insensibilità dell’amministrazione fin oggi registrata a questo riguardo, il Codacons presenterà formale diffida al Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli e, al contempo, procederà a regolare denuncia presso la Procura della Repubblica per il rischio di epidemia colposa a cui è esposta la popolazione da tale inettitudine.

Peste, colera, salmonella, tifo sono le malattie più conosciute di cui i ratti sono fenomenali vettori ma, tra le altre, ci sono le non meno gravi coriomeningite linfocitaria, encefalomiocardite da Cardiovirus, per citarne alcune. Problematiche che appaiono remote finchè non si considera il problema igienico dovuto alla contaminazione di ambienti, attrezzature e alimenti che può avvenire nel caso dei famosi mercatini di Natale o altre iniziative simili organizzate sul Lungomare.

Intanto, il vice segretario nazionale del Codacons Matteo Marchetti chiede che venga interdetta al passeggio l’intera area del Lungomare salernitano perché il rischio di epidemie è troppo alto, soprattutto per anziani e bambini che hanno nel passeggio il proprio principale svago. Tutelare la cittadinanza e, particolarmente, le fasce più deboli è l’obbligo minimo dell’amministrazione comunale che dimostra, con tale disinteresse, di non aver chiara la gravità del rischio a cui la città è esposta.

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