Rassegna delle Corali Parrocchiali, venerdì 5 a Vallo della Lucania.

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12032015_vescovo-ciro-miniero_03Benedetto XVI in relazione alla musica liturgica ebbe a considerare: “Si può dire che la qualità della musica dipende dalla purezza e dalla grandezza dell’incontro con il divino, con l’esperienza dell’amore e del dolore. Quanto più pura e vera è quest’esperienza, tanto più pura e grande sarà anche la musica che da essa nasce e si sviluppa”.

Peculiare, dunque, appare la funzione delle corali diocesane e parrocchiali. La Chiesa del Cilento cura con passione l’attività del canto liturgico. L’Ufficio Liturgico Diocesano di Vallo della Lucania – sezione musica sacra – propone per i giorni 29 gennaio e 5 febbraio 2016 la XI Rassegna delle corali parrocchiali. L’evento si svolgerà presso il teatro “La Provvidenza” di Vallo della Lucania. “L’iniziativa, già dalle passate edizioni, ricorda il Maestro Maurizio Iacovazzo, (Direttore del Coro della Diocesi di Vallo della Lucania, formatosi presso il Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno), raccoglie un notevole numero di spettatori e coinvolge quest’anno 25 cori provenienti da altrettante parrocchie del territorio diocesano. I cori si esibiranno in un brano dal repertorio liturgico della durata massima di 4 minuti complessivi. L’ingresso alla sala è libero e l’inizio della rassegna è alle ore 20,30”.

Il Cardinale Vicario Agostino Vallini, in occasione del Convegno “Cantare la Fede. La Musica a servizio della Liturgia e dell’Evangelizzazione”, nella sua introduzione dal titolo “Il ruolo del Coro Diocesano e del Coro Parrocchiale”, presso l’Università San Tommaso d’Aquino, due anni or sono, volle ricordare quanto la Chiesa apprezzi il ruolo di coloro che, con il canto, contribuiscono alla bellezza della lode di Dio. “Nella Cost. Sacrosanctum Concilium, nn. 7-8, leggiamo, infatti, che Cristo è presente quando la Chiesa prega e canta, e noi ci uniamo alla Chiesa del cielo. Infatti nel canto liturgico, ben eseguito, noi possiamo sentire in qualche modo la presenza della liturgia celeste, avvertire un po’ della bellezza della beatitudine eterna, nella quale il Signore ci comunica la sua vita e la sua gioia. Per questo, il contributo del coro è essenziale per una degna e fruttuosa azione liturgica: il canto non è un ornamento marginale, la liturgia come tale lo esige per lodare Dio e per dare espressione di fede ai partecipanti. La musica sacra svolge un “compito ministeriale” nel servizio divino, perché – insegna ancora il Concilio – quando “la Chiesa prega o canta o agisce, la fede dei partecipanti è alimentata, le menti sono sollevate verso Dio per rendergli un ossequio ragionevole e ricevere con più abbondanza la sua grazia”.

 
La funzione dei cori è rilevante. Essi consentono al popolo di Dio di pregare con dignità e fare esperienza di comunione.

Il Concilio Vaticano II, considera il canto sacro in quanto parte necessaria e integrale della liturgia solenne. Il coro è costituito da diverse voci, che sotto la guida sapiente di un direttore, si uniscono e formano armonia. La diversità delle voci nel coro non contrasta con l’unità, così come la comunità credente che si rafforza nella condivisione e nella bellezza dell’unità in virtù della propria specifica vita sacramentale che diviene un inno a Dio.

 

Emilio LA GRECA ROMANO

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