Radicali Salerno, Salzano al 4' giorno di sciopero della fame per giustizia.

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Il segretario di Radicali Salerno Ass. “Maurizio Provenza” Donato Salzano giunto al 4°giorno di sciopero della fame, continua la lotta nonviolenta di dialogo dalla mezzanotte della passata domenica per aderire al Satyagraha indetto dalla segretaria di Radicali italiani Rita Bernardini, che vede più di 1500 persone impegnate in Italia a sostegno del messaggio di Giorgio Napolitano alle Camere dell’8 ottobre scorso su Giustizia e Carceri – il primo e unico dei suoi due mandati, l’undicesimo della storia repubblicana – il Presidente ha voluto richiamare la sentenza della Corte Costituzionale (n. 210 del 2013) con la quale essa ha stabilito che, in caso di pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo che accertano la violazione da parte di uno Stato delle norme della Convenzione, “è fatto obbligo per i poteri dello Stato, ciascuno nel rigoroso rispetto delle proprie attribuzioni, di adoperarsi affinché gli effetti normativi lesivi della Convenzione cessino”.

Ma anche per contare le ore che ci separano dall’ultimatum imposto dall’Europa, un messaggio al Parlamento del relativo alle ineluttabilità ed indifferibilità anche e soprattutto di provvedimenti legislativi straordinari quali l’Amnistia e l’Indulto per fare rientrare la situazione carceraria italiana nella legalità, oggi violata nei confronti di ogni detenuto, in base appunto alla sentenza pilota Torreggiani della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha imposto all’Italia di risolvere la questione del sovraffollamento carcerario e sulle scrivanie dei magistrati entro il prossimo 28 maggio, pena pesantissime sanzioni di milioni di euro per i risarcimenti dovuti ai detenuti, e il rischio concreto di procedure di sospensione o espulsione dall’Unione Europea.

Magari su tutto questo si decide di acquistare per questo 2014 il tiket per salire sul pullman del Partito Radicale e di Radicali italiani, come fanno da oltre trent’anni Vasco Rossi da un po’di tempo anche con la moglie e il figlio, così come il già Governatore della Lucania Vito De Filippo con la moglie, e da quest’anno anche l’On. Paolo Del Mese con la figlia Paola.

Dopo la soluzione positiva del “caso Rosciano” con il magistrato di sorveglianza napoletano che ha ordinato per Angelo immediatamente il differimento della pena dal “padiglione S. Paolo” di Poggioreale agli arresti domiciliari, continua il lavoro del “Franco Fiore” di Nessuno Tocchi Caino con lo sportello “SOS CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA”. Riceve coloro che intendono proporre ricorso/risarcimento alla Corte di Strasburgo per la violazione degli artt. 3 e 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, i trattamenti inumani e degradanti, vale a dire la pratica della tortura nelle carceri e la irragionevole durata dei processi, quest’ultima, anche in violazione dell’art. 111 della Costituzione (il giovedì dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 presso il Gruppo Consiliare Socialista al Comune di Salerno, al 3°piano di Palazzo di Città in via Roma tel. 089.662105).

 Dichiarazione di Donato Salzano segretario Radicali Salerno Ass. “Maurizio Provenza”:

“Meno di ottantacinque giorni al 28 maggio, il termine perentorio imposto dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo alla Repubblica italiana per rimuovere le cause delle pratiche di tortura nelle carceri e dell’irragionevole durata dei processi, pena pesantissime sanzioni e il rischio concreto di procedure di espulsione dall’Unione. Mentre parlamentari sempre più irresponsabili fanno finta di non sentire il pressante e accorato appello al Parlamento del Presidente della Repubblica e ne la forte richiesta di dialogo nonviolento proveniente dagli oltre millecinquecento aderenti al Satyagraha Radicale. Poi ancora le ennesime delegazioni in visita nelle carceri, come quella recente dei Consiglieri Regionali Campani con la sig.ra Tocco Garante dei detenuti al Carcere di Fuorni, come sempre per denunciare il Servizio Sanitario Nazionale che non esiste. Come sanno benissimo gli onorevoli Barbirotti e Valiante del comportamento assolutamente omissivo del manager Squillante rispetto alla questione dei defibrillatori alla Casa Circondariale, ma più in generale sull’assistenza sanitaria all’interno del Carcere è patente da sempre l’interruzione del pubblico sevizio”

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