Qualcosa è andata storta…

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di Caterina Ricciulli

Qualcosa è andata storta. Da piccola mi dicevano sempre “se non vai con le dita nella porta, non capisci il dolore che si prova”: beh credetemi io ho visto in quei giovani gli occhi dei nostri figli.

Sì, perchè di solito una madre accomuna un pò tutti i giovani, guardandoli proprio come guarda i suoi figli. Perchè siamo sempre pronti a giudicare e mai a metterci in discussione? Perchè pensiamo sempre: tanto a noi non capiterà mai? Ammettiamo di essere ipocriti e falsi. Vogliamo dare un’opinione sincera su quello che pensiamo?

Perchè oggi purtroppo se fai vedere che ti impicci per fatti del genere, sei visto come uno che vuole andare contro natura. Sì, perchè “sono tutti contro natura i gay”: si è detto sempre così, e noi -ovviamente senza crederlo- continuiamo a fingere di crederlo.

E così in automatico sembra addirittura che la migliore cosa sia quella di ammazzarli di botte … così forse capiranno. Se qui c’è da piangere negli spot contro la legge anti gay russa della Norvegia e del Canada si ride, e di gusto anche.

E’ ovvio che le reazioni agli spot sono state di grande impatto. Quella Norvegese in una carambola di mosse di professionisti dello sport, intorno ad una bella donna che con trolley sta raggiungendo…la sua compagna, con sorpresa generale di tutti.

Il Canada è stato ancora più geniale, sull’inizio del bob a 2 c’è la scritta: i giochi sono sempre stati un pò gay, cerchiamo di combattere per lasciarli così.

L’Italia che spot ha fatto? Addirittura mandato l’allora presidente del governo che ha salutato con la manina(bellino lui) e che ovviamente non ha potuto non partecipare, altrimenti si sarebbe abbassato ai livelli di Obama che a sua volta si è rifiutato di partecipare.

Ipocrisia, ovviamente pure quella di Obama…mah. O forse no: non è stato ipocrita, ma coerente? Ma si giusto ha mandato a rappresentarlo Billie Jean King icona del movimento gay, campionessa di tennis. Sarà stato un messaggio per Putin criticato per le sue politiche discriminatorie?

Ma certo adesso capisco anche la presenza di Letta, non poteva mancare, era la chanche per i giochi del 2024 a Roma. Coerenza… Ma esiste ancora questa parola nel nostro vocabolario? Certo che no, altrimenti l’avremmo insegnata ai nostri giovani. A volte mi faccio prendere dalla nostalgia. Beh alla fine però, come dicevo prima, qualcosa è andata storta e chissà chi ci ha rimesso la testa. L’ultimo cerchio non si è acceso…che dramma.

Ricorderemo le Olimpiadi invernali di Sochi così, con un fiocco di neve non illuminato. Che sia un segno del destino?

Gay start…

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