Gente per bene…

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Una canzone dice: la gente è strana, quando la moda cambia lei pure cambia.

Beh il problema è che oggi vogliamo solo apparire e non essere, bisogna seguire le mode altrimenti rimaniamo fuori dagli schemi della società moderna che ci vede sempre di corsa a inseguire ideali fatti di pura ipocrisia…

E’ facile fare buon viso a cattivo gioco, basta mettere la coscienza a posto, si perché è proprio questo l’apparire
fare finta di preoccuparsi per gli altri mentre vanno bene le nostre cose.

Ci siamo imborghesiti, abbiamo case vetrina e ovviamente andiamo in chiesa a batterci il petto come farisei…

Ma è questa la gente per bene? Si questi siamo, pronti a reclamare i diritti degli ultimi perché ce lo chiede la moda del momento. Ad esempio le adozioni a distanza , assolutamente ben fatte, e, meno male che ci sono , perché sono molti i bambini che riescono a vivere insieme alle loro famiglie, con poco o più di 30/40 euro al mese.

Per non parlare delle serate evento dove si raccolgono fondi per qualche sperduta missione alla fine del Mondo. Ecco questa è la facciata della gente per bene che si preoccupa del prossimo “lontano”.

E il prossimo “vicino”? Quello non lo vediamo, perché non vogliamo vederlo. E’ facile aiutare un fratello in un paese lontano, ma quello vicino a noi non lo vediamo, anzi , a volte ci da quasi fastidio per la sua invadenza nel cercare l’elemosina, o addirittura un lavoro.

Ci nascondiamo dietro al fatto che sono tutti delinquenti perché spesso leggiamo di loro nei fatti di cronaca nera. I buoni e i cattivi ci sono in ogni paese.

Però siamo pronti a sfruttarli sul lavoro, come succede a molti di loro che sul nostro territorio lavorano nei campi, abitano case senza neanche un contratto, e molte di queste case hanno un giardino con annessa statua di San Pio, perché come già ho detto, siamo anche … gente di chiesa.

Intanto, facciamo bella figura, chi ci conosce ci apprezza per aver affittato una casa a povera gente.

Forse la povera gente siamo proprio noi.

Ci siamo tutti meravigliati quando Papa Francesco appena eletto ha salutato i fedeli in piazza San Pietro con un semplice “buona sera”, abbiamo dimenticato la “normalità”, ma continuiamo a vivere nella formalità ipocrita che ci fa apparire … brava gente.

CATERINA RICCIULLI

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