Parla il Capo dello Stato, Tito Lucrezio Rizzo presenta il suo libro al Comune di Salerno venerdì 3.

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InvitorizzoSala del Gonfalone del Comune di Salerno
Via Roma, 73
Venerdì 3 ottobre ore 17
Presentazione del libro
PARLA IL CAPO DELLO STATO
Sessanta anni di vita repubblicana attraverso il Quirinale – 1946 -2006
di TITO LUCREZIO RIZZO
Funzionario Caposervizio alla sicurezza del Quirinale
interventi di:
GERARDA MARIA PANTALONE
Prefetto di Salerno
ERMANNO GUERRA
Assessore alla Cultura al Comune di Salerno
GIUSEPPE CACCIATORE
Docente Ordinario di Storia della Filosofia all’Università Federico II di Napoli, Presidente Onorario dell’ANPI di Salerno
LUIGI MARINO
Comitato Nazionale dell’ANPI, Presidente dell’ANPI Campania
SARA’ PRESENTE L’AUTORE

Fervono dibattiti di stampa, di politica e di studio, circa il ruolo rivestito dal Capo dello Stato, che nel corso della storia repubblicana – pur a Costituzione immutata – ha subito una crescente visibilità, tale da passare dall’interpretazione della funzione che in origine doveva risultare più vicina a quella del “confessore che non del predicatore” (cosí Vittorio Zincone), a quella in ultimo definita “a fisarmonica” (cosí Giuliano Amato), per la capacità espansiva dei poteri presidenziali in presenza di maggioranze deboli e inefficienti, come di una rilevante instabilità di sistema.

Tito Lucrezio Rizzo, Consigliere della Presidenza della Repubblica, Docente universitario e autore del libro “Parla il Capo dello Stato. Sessanta anni di vita repubblicana attraverso il Quirinale 1946-2006” (Gangemi Editore), con prefazione di Gaetano Gifuni, Segretario generale onorario della Presidenza della Repubblica, partendo dai riferiti presupposti ha analizzato le mutazioni intervenute nel tempo.

Oltre alla preziosa opportunità di conoscere e di servire l’Istituzione Presidenza della Repubblica nell’arco – ad oggi – dei cinque titolari avvicendatisi a far data da Pertini, l’A. si è avvalso dell’esame accurato di documenti di archivio, quotidiani d’epoca e contributi di dottrina, che hanno supportato un’analisi nella quale l’identità umana di ciascun Presidente si è proiettata nella dimensione istituzionale, al fine di capire meglio il ruolo effettivo di ciascun Capo dello Stato, attraverso il vissuto personale ed alla formazione politico-culturale di ciascuno.

Il libro vuole stabilire un ideale colloquio tra il Lettore e coloro che hanno ricoperto le più alte responsabilità istituzionali, con un taglio sí divulgativo ma non di cronaca mondana; scientificamente documentato ma non rivolto al solo mondo accademico. L’ottica perseguita dall’A. è stata quella di fornire una ricostruzione seria ed attendibile, senza incorrere in fastidiosa erudizione. Ciò allo scopo di avvicinare il più possibile alle Istituzioni i giovani ed i meno giovani, ricostruendo i travagli, le tensioni ideali, i momenti difficili e quelli felici di un’Italia filtrata, nell’arco di oltre 60 anni, tramite l’esperienza pubblica degli inquilini del “Colle” per eccellenza.

Il tema ineludibile delle “esternazioni presidenziali”, trasversale ai vari mandati, è correlato alla centralità venuta ad assumere dal Capo dello Stato per cui oggi non si discute più della legittimità – ormai acquisita – delle stesse, ma solo dei limiti del correlato potere: qui viene evidenziato che ogni qualvolta il Capo dello Stato non possa altrimenti esercitare, con la necessaria incisività ed efficacia, la funzione di garanzia dei valori e dei principi contenuti nella Costituzione, ogni esternazione legata a quella garanzia va considerata come la forma più alta ed aggiornata del ruolo che il Presidente della Repubblica è chiamato ad interpretare, “viva voce della Costituzione”, come dice il Calamandrei

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