Mutamenti climatici: domani convegno al Grand Hotel Salerno promosso dall'Ordine degli Agronomi.

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Foto_Murino_agronomi_1821Dopo i drammatici eventi che hanno colpito la Sardegna, ci si interroga sui grandi cambiamenti climatici che stanno interessando il nostro pianeta e su quali sono gli impatti previsti sull’agricoltura e sugli ecosistemi forestali e naturali? Qual è il ruolo che il settore primario, a scala mondiale e nazionale, può svolgere per mitigare l’effetto serra e i conseguenti cambiamenti climatici? Come il settore agro-forestale può adattarsi ai cambiamenti climatici?  In che modo il settore agro-forestale può sostenere la resilienza delle società di fronte al caos climatico?

 

Per analizzare queste problematiche l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Salerno, presieduto da Marcello Murino, ha organizzato per DOMANI, venerdì 29 novembre 2013, una conferenza sul tema “Le aree agricole e forestali di fronte ai cambiamenti climatici. La scienza e le politiche”.

 

La conferenza che avrà inizio alle ore 17 presso il Grand Hotel Salerno  sarà tenuta dal professore Lorenzo Ciccarese.

 

Lo scopo dell’incontro è di presentare una sintesi della scienza delle relazioni tra cambiamenti climatici e ecosistemi agricoli e naturali e di introdurre le principali opzioni che l’agricoltura e la selvicoltura possono offrire per mitigare i cambiamenti climatico e per adattarsi ad essi.

 

A settembre scorso è stato presentato il Summary for policymakers del quinto rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il comitato di scienziati chiamati periodicamente dall’ONU a sintetizzare le ultime scoperte scientifiche sui cambiamenti climatici. Cosa ci dice di nuovo il rapporto? La temperatura media della superficie terrestre è aumentata di 0,85 °C tra il 1880 e il 2012.  Gli eventi climatici estremi  sono diventati sempre più violenti e meno prevedibili. La calotta glaciale artica si sta riducendo al ritmo del 4% per decennio.  Tra il 1901 e il 2002 il livello degli oceani è aumentato di 19 cm e potrebbe aumentare fino a 63 cm tra il 2081 e il 2100, con rischi gravissimi di inondazione per le città costiere. Anche l’acidità degli oceani è aumentata, portando una grave minaccia alle barriere coralline (a rischio di scomparsa entro il 2050) e alla biodiversità.

 

“La causa principale di questo caos climatico – ha detto il Presidente Marcello Murino – è il crescente accumulo in atmosfera di CO2 e altri gas-serra, legati alla combustione di gas, petrolio e carbone e alla deforestazione (13 milioni di ettari l’anno). Tra il 1750 e il 2012 sono stati aggiunti in atmosfera 2000 miliardi di tonnellate di CO2. Fermo restando gli attuali trend demografici e dei consumi, l’atmosfera si potrebbe arricchire di ulteriori 2.000 miliardi di tonnellate di CO2 entro il 2050.  Il risultato sarebbe un ulteriore aumento di 1°C entro la metà del secolo e il rischio alto di innesco d’una spirale caotica di eventi climatici.  Continuando questo passo, entro la fine del secolo in corso la temperatura media globale potrebbe aumentare di 5 o 6 gradi centigradi e il livello dei mari potrebbe alzarsi di un metro”.

 

L’argomento sarà trattato ai massimi livelli di competenza atteso che il professore Lorenzo Ciccarese è primo ricercatore dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) nonché responsabile del settore “Risorse forestali e fauna selvatica”. Ha partecipato, anche come coordinatore, a numerosi progetti dei programmi quadro di ricerca della Commissione Europea (CE). E’ lead author e rewiever di diversi report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). L’Ipcc l’United Nations Environment Programme e il World Meteorological Organizations gli attribuiscono il riconoscimento formale per il contributo che ha dato allo stesso Ipcc per l’assegnazione del Premio Nobel per la pace nel 2007. Ha svolto attività di valutazione delle aree Ecosystems e Biodiversity del Group on Earth Observations (Geo) dell’ONU.