Mirror Trio, Quando il Jazz è sperimentazione consapevole

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MT3Di mescolanza e di fusione. Massimo Barrella, Casimiro Erario e Carlo Salentino si fondono insieme e fanno  il Mirror Trio, il collettivo jazz sperimentale che unisce gli eclettismi musicali e artistici dei 3 musicisti salernitani. Quest’anno il Mirror Trio propone un nuovo e particolare progetto: l’album Up-join, edito per l’etichetta milanese “real jazz/IWM”. Negli arrangiamenti dei nuovi brani si possono sentire sonorità di funk, jazz, latin, fusion. Composizioni che si lasciano ascoltare anche da un pubblico distante dal genere. Immediatezza o persuasione?

“Sicuramente immediatezza ,preferiamo essere il più possibile comunicativi con la nostra musica ,evitando    soluzioni cervellotiche o di maniera ,pur mantenendo dei solidi connotati jazz.”

 

 

MT_1Massimo, Casimiro, Carlo: siete 3 musicisti provenienti da percorsi differenti eppure adiacenti. Come viene fuori la vostra simbiosi?

“Abbiamo in comune l’idea di far confluire stili diversi in un unico discorso musicale,probabilmente ,a parte l’amicizia, è questo che ci lega di più”.

 

 

Qual è il tratto musicale dominante di ciascuno di voi? Insomma, in cosa vi differenziate e in cosa no?

“Le nostre differenze credo siano il nostro punto di forza: ognuno di noi ha ascoltato e suonato jazz, fusion, rock, funk in passato ma con un approccio ed un percorso assolutamente personale che tra l’altro ci aveva già fatto incontrare professionalmente. Up-join vuole essere un punto di arrivo delle nostre passate esperienze, ma soprattutto un punto di partenza e di riferimento per quelle future”.

 

 

Quand’è che avete capito di poter lavorare insieme in questo progetto? C’è stato un momento in particolare?

“In effetti un momento chiave c’è stato ,ovvero quando nel luglio del 2010 abbiamo partecipato ad un concorso per artisti emergenti vincendolo ,dopo aver composto i nostri primi 3 brani in un paio di settimane”.

 

 

 

UP-JOIN, il vostro nuovo album sta ricevendo diversi consensi di pubblico e di critica. Quanto ci avete lavorato prima di sentirlo vostro?

“L’idea di incidere su disco quello che stavamo componendo e suonando live si è concretizzata quando ci siamo accorti che la risposta del pubblico durante i nostri live era sempre positiva ,quindi perché non mettere nero su bianco? Quindi possiamo di dire che ci abbiamo lavorato durante un anno di concerti”.

 

 

Il JAZZ è “sperimentazione consapevole”. Quanto vi ha aiutato il vostro background artistico/musicale nella coltivazione di questo genere?

“Senza dubbio per ottenere il sound di Up-join ci ha aiutato tanto avere un background musicale ampio che va al di là del jazz tradizionale che sia chiaro ,apprezziamo tantissimo, ma la storia di questa musica ce lo insegna: ricerca, sperimentazione, fusione di stili pre-esistenti e conoscenza profonda della tradizione  sono sempre state le  prerogative dei musicisti che hanno reso grande questo genere musicale”.

 

 

Con quali artisti del genere (salernitani e campani) vi piacerebbe collaborare in futuro?

“Premesso che ognuno di noi, singolarmente, ha già collaborato con vari jazzisti campani, uno dei progetti per il futuro è sicuramente quello di ospitare nel Mirror trio alcuni dei grandi musicisti che abbiamo nella nostra città, ricercando e creando nuove soluzioni che rispecchino comunque le nostre idee fondamentali”.

 

 

Mirror Trio: quanto la musica rispecchia le vostre personalità ?

“Moltissimo e credo che per ogni musicista che non si sia fermato nello studio e nell’esperienza ad un livello puramente estetico, ma che sia andato più in profondità nella conoscenza e nello sviluppo di quest’arte, sia lo stesso”.

 

 

Cristina Pastore

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