Mediazione civile, ANPAR: le cose certe per quante poche, sono migliori di quelle incerte.

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dall’Ufficio Stampa ANPAR (associazione nazionale per l’arbitrato e la conciliazione) riceviamo e pubblichiamo:

Perchè rendere le cose complicate quando  sono già semplici  e danno la risposta giusta. Il superamento della crisi di giustizia  passa attraverso l’unico sistema  collaudato: che è quello della mediazione civile e commerciale. E’ necessario, arginare a monte il fiume delle controversie e non quando sono già sul tavolo del magistrato.  Perchè ostacolare ancora di più la vita e il lavoro dei magistrati, quando esiste da anni un sistema di  “degiurisdizionalizzazione”  che sta funzionando  benissimo, che ha creato e crea  nuovi posti di lavoro, in particolare per i giovani neoalureati e per i professionisti?.

La mediazione civile e commerciale è l’unica legge buona degli ultimi anni,  che ha ricevuto il plauso dell’U.E. e della quale il Ministro pare non accorgesene.

Infatti, molte perplessità hanno destato le parole del Guardasigilli come quelle di promuovere un provvedimento che superi le criticità esistenti. Il Ministro, dice  che: “Sono allo studio misure tendenti alla degiurisdizionalizzazione, attraverso il possibile trasferimento in sede arbitrali di procedimenti pendenti dinanzi all’autorità giudiziaria, e, d’altro lato, la promozione in sede  stragiudiziale di procedure  alternative  all’ordinaria  risoluzione delle controversie nel processo”.

Trasferimento e procedimenti già pendenti? Sono su questi due punti che nascono  le perplessità,i dubbi  e gli interrogativi del giurista d’impresa dott. Giovanni Pecoraro – presidente dell’A.N.P.A.R. (associazione nazionale per l’arbitrato e la conciliazione, senza scopo di lucro dal 1995) con circa duecento tra sedi operative di mediazioni e camere arbitrali sparse sull’intero territorio nazionale – che ha mandato  a dire al Ministro di Giustizia, che più che dedicarsi ai processi  in corso, già “deflazionati”  dalla mediazione “demandata”   (art. 5 comma 1bis del D.Lgs.. 28/2010), deve preoccuparsi di attuare, attraverso i media, una campagna di stampa che pubblicizzi gli istituti alternativi alle risoluzioni di controversie come quello della mediazione civile e commerciale (previsto dall’art. 20 del D. Lgs 28/2010), al fine di rendere edotti i cittadini  di questo nuovo sistema giuridico, prima di andare in processo. Inoltre, Pecoraro, invita tutti i parlamentari a presentare, idonei emendamenti, affinchè rimuovano le molte “nefandezze” inserite  nella legge 98/2013, e delle quali il Guardasigilli pare non comprendere.

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